

Il 15 Ottobre la grande adunata in piazza dei Cinquecento con il Movimento Casa e Cambiare Rotta: l'onda globale partita da Madrid sfida il carovita, i canoni d'oro e gli investimenti pubblici negli studentati privati
Un filo rosso di rabbia sociale e resistenza urbana lega gli angoli metropolitani di mezz’Europa. Dalle piazze infuocate di Madrid fino ai viali di Berlino, il nodo della casa cessato di essere un problema individuale si è trasformato nel principale terreno di scontro politico dell’era post-inflazionistica. E la Capitale si ritrova al centro preciso di questa tempesta perfetta.
Il primo atto di questa nuova stagione di lotta va in scena tra le palazzine di Giardinetti, avamposto del VI Municipio.
Questa mattina i militanti del sindacato d’intesa locale Asia Usb hanno eretto una vera e propria barriera umana dinanzi al pianerottolo di un’abitazione contesa. Dentro c’è una madre sola con un bimbo piccolo: una storia d’orrore quotidiano, segnata dalle denunce contro un marito violento formalmente allontanato dal magistrato.
Eliminata la minaccia tra le mura domestiche, però, per la donna è iniziato il calvario economico: priva di un’occupazione stabile e senza risorse per onorare il canone, si è vista notificare l’ordine di rilascio dell’immobile.
«Siamo di fronte all’ennesimo cortocircuito burocratico e sociale — denuncia Maria Vittoria Molinari di Asia Usb —. Questa persona ha trovato il coraggio straordinario di spezzare la catena degli abusi, ma le istituzioni non le hanno concesso nemmeno il tempo minimo indispensabile per trovare un impiego ed affrancarsi. Abbiamo presentato istanza per un alloggio di edilizia residenziale pubblica, ma la risposta non può essere buttare a terra una famiglia e scaricarla sul marciapiede».
Se Giardinetti è la trincea quotidiana dell’emergenza, la giornata di giovedì 15 segnerà il momento della sintesi politica.
L’alleanza strategica stretta tra il Movimento per il diritto all’Abitare, Asia Usb e gli universitari del collettivo Cambiare Rotta sfocerà in un’assemblea pubblica convocata nell’esedra di piazza dei Cinquecento, a due passi dai binari della Stazione Termini.
Un laboratorio a cielo aperto che intende dare voce a diverse anime del disagio urbano:
Gli sfollati della crisi: famiglie travolte dai costi di gas e spesa alimentare, sull’orlo della morosità incolpevole;

I giovani fuori sede: strangolati dal caro-stanze e da un mercato privato fuori controllo;
La critica ai fondi pubblici: la ferma contestazione verso la scelta di canalizzare risorse statali nel finanziamento di campus e studentati gestiti da colossi privati, anziché rifinanziare l’edilizia pubblica.
Al centro dell’atto d’accusa dei movimenti c’è il fallimento del modello di rigenerazione urbana portato avanti negli ultimi decenni, dove la deregolamentazione edilizia, la proliferazione delle licenze turistiche e la resa dinanzi ai grandi gruppi immobiliari hanno polverizzato il tessuto sociale dei quartieri.
«Per anni ci hanno venduto l’illusione che regali urbanistici, sblocchi di volumetrie e turistificazione coatta avrebbero ricadute positive per la collettività — rimarca Margherita Grazioli del Movimento per il diritto all’abitare —. La drammatica verità è che chi non gode di garanzie patrimoniali viene letteralmente espulso dalla città. E l’asticella del baratro si è alzata paurosamente: quando un nucleo familiare si trova a dover sborsare 1.200 euro per il proprio appartamento e quasi 700 per sostenere un figlio agli studi, il sistema collassa. La politica non può continuare a fare il doppio gioco: bisogna scegliere se stare con chi specula o con chi quella speculazione la subisce sulla propria pelle».
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.