Da Bucarest inquietudine per proposta Maroni

Per possibile discriminazione nel prendere le impronte digitali dei nomadi
di Laura Roxana Neamtu - 14 Luglio 2008

“Inquietudine” per possibile discriminazione arriva anche da Bucarest per la proposta di Maroni di prendere le impronte digitali dei nomadi.

La proposta del Ministro dell’Interno Roberto Maroni di prendere le impronte digitali ai nomadi, compresi i minori ha scatenato non soltanto una serie di schermaglie politiche di considerevole portata, ma ha anche messo in primo piano le critiche delle organizzazioni internazionali sull’operato italiano per quanto riguarda il problema “nomadi” in Italia.

L’opposizione arriva da svariati fronti. Quelle che fanno più rumore, ovviamente, le organizzazioni internazionali e umanitarie: UE, UNICEF, e persino il Garante della privacy. Il commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammamberg dichiara la sua “preoccupazione per questi metodi che richiamano misure prese nel passato e che hanno portato alla repressione dei rom”.

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Anche Vincenzo Spadafora, presidente Unicef Italia si sofferma sul fatto che per la protezione dei bambini nomadi non si può violare i loro diritti fondamentali. Non si può cioè”criminalizzare le vittime”. Infine anche il Garante della privacy parla di un “rischio di discriminazione”

Critiche, o quanto meno preoccupazione arriva anche dal Ministero degli Esteri romeno che ancor prima dell’approvazione del cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” ha intensificato i dialoghi con gli organi italiani per tentare di arginare il rischio di vedere calpestati i diritti dei cittadini romeni.”Inquietudine” per una possibile discriminazione viene espressa quindi dal Ministro degli Esteri romeno Lazăr Comănescu in una lettera inviata mercoledì 2 luglio all’omologo italiano

Tale lettera, oltre a segnalare aspetti di mancata conformità di questa misura con i diritti dell’uomo e i diritti comunitari, sollecita l’attuazione del provvedimento con il massimo rispetto dei diritti dei cittadini romeni. E stata inoltre chiesta la presenza dei rappresentanti dei consolati romeni alle operazioni di censimento dei campi nomadi. La lettera è stata inviata dall’ambasciata romena in Italia a tutti i prefetti che devono applicare il provvedimento. Il ministero degli Esteri Comanescu fa inoltre presente che sono stati segnalati alla Commissione Europea “gli aspetti non conformi” alla legislazione europea inclusi, a suo avviso, nel pacchetto sulla sicurezza varato dal governo italiano.


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