

I pusher nascondevano le dosi sotto i sassi o nei furgoni per eludere i controlli. Sequestrate centinaia di dosi di crack e cocaina
Dai borselli trasformati in depositi itineranti fino alle automobili convertite in casseforti mobili per i contanti, passando per le intercapedini dei tubi di scarico.
È un quadro variegato e capillare delle tecniche di spaccio quello smantellato dagli agenti della Polizia di Stato nel quadrante Tor Bella Monaca.
Una sequenza di interventi a catena ha portato all’arresto di sette persone, sorprese a gestire lo smercio di stupefacenti nelle aree più calde della periferia est della Capitale.
Il fulcro delle attività si è concentrato principalmente lungo l’ormai nota arteria di via dell’Archeologia.
Gli investigatori del VI Distretto Casilino, mimetizzati e appostati in posizioni strategiche, hanno documentato decine di scambi lampo, passaggi di banconote a vista e spregiudicati va e vieni verso nascondigli di fortuna.
Tra i casi più emblematici emersi durante i servizi di appostamento spiccano strategie di occultamento sempre più ingegnose per tentare di schivare i controlli:
Il borsello tra le fratte: Un 40esimo di origini egiziane è stato notato durante una cessione rapida. Alla vista delle divise ha tentato una fuga disperata gettando un borsello, poi recuperato dai poliziotti: all’interno vi erano 87 involucri tra crack e cocaina, oltre a 4 dosi di eroina e 80 euro in contanti.
La pietra-deposito: Pochi giorni dopo, un 19enne tunisino è finito in manette con la medesima modalità. Il giovane faceva continuamente la spola verso un sasso a bordo strada che copriva un piccolo magazzino della droga contenente 39 involucri di cocaina (circa 10 grammi).
Il tubo di scarico: Un altro pusher è stato sorpreso mentre recuperava le bustine direttamente dall’estremità della marmitta di un furgone parcheggiato. Nel borsello nascosto nel tubo sono state rinvenute oltre 50 dosi di crack e cocaina, con contestuale sequestro di 300 euro.
La geografia dello spaccio si è poi allargata con la scoperta di una vera e propria vettura adibita a cassaforte. In questo caso gli agenti hanno bloccato due giovani che lavoravano in coppia: mentre il primo si occupava delle consegne su strada, il secondo custodiva l’incasso nel vano portaoggetti dell’auto. L’operazione ha portato al sequestro di 63 dosi e oltre 600 euro in contanti.
Infine, l’ultimo blitz ha interessato la nota piazza di spaccio denominata “Le Palme”. Qui, due giovanissimi operavano in staffetta facendo spola verso un’area defilata utilizzata come un vero e proprio “retrobottega” a cielo aperto.
I poliziotti sono intervenuti bloccando entrambi e recuperando 37 involucri di cocaina insieme a oltre 700 euro ritenuti provento dell’attività illecita.
Tutti i provvedimenti restrittivi eseguiti dagli agenti del Distretto Casilino sono stati successivamente convalidati dall’Autorità Giudiziaria di piazzale Clodio.
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