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Entro luglio pronto il piano per 30 mila alloggi. Parola del Sindaco

Alemanno al Centro Caritas di via Casilina (pronto dopo 18 anni)
Enzo Luciani - 10 Luglio 2008

Ci sono voluti 18 anni per affrontare tutte le lungaggini burocratiche, ma alla fine il Centro di accoglienza gestito dalla Caritas sulla Casilina ce l’ha fatta ad essere ultimato.
E giovedì 10 luglio 2008 per la prima volta ha aperto le porte al sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha visitato tutte le strutture attive in questo ex deposito di cassonetti dell’Ama.

Stanze per dare un letto ai senza fissa dimora e a chi, per vari motivi, ha perso ogni bene; una mensa; una laboratorio di ceramica e pittura e un emporio dove poter acquistare generi alimentari senza spendere un euro. Ecco i servizi offerti dalla Caritas al popolo di disperati che affolla la Capitale. "Il lavoro fatto dal banco alimentare della compagnia delle opere e dall’emporio della Caritas e’ il punto da cui partiamo- dichiara Alemanno- non faremo doppioni comunali, ma incrementeremo questa rete in maniera tale che tutte le eccedenze alimentari e i prodotti in scadenza, invece di essere gettati via, finiscano in questo meccanismo di distribuzione e siano un ammortizzatore sociale per chi e’ in emergenza alimentare".

L’emporio, nato grazie alla collaborazione tra sette associazioni di volontariato, da’ la possibilita’ di comprare generi alimentari attraverso una tessera a punti. Al momento, ogni possessore dispone di 200 punti al mese ma da settembre il credito sara’ attribuito in base alla composizione del nucleo familiare. Nei prossimi 4 o 5 anni, inoltre, la Caritas prevede di organizzare altri 5 empori in citta’.

Fresco Market
Fresco Market

Il progetto del centro, dedicato alla francescana Santa Giacinta, protettrice degli emarginati, risale al 1990 quando il principe Sforza Ruspoli, all’epoca capogruppo del Msi, in Consiglio comunale, avanzo’ la proposta di creare una struttura per ospitare i 4.640 senza fissa dimora che vivevano allora nella Capitale. "Furono stanziati 15 miliardi delle vecchie lire- spiega Ruspoli- e abbiamo dovuto attendere 18 anni prima di vedere finalmente realizzata quest’opera".

Il piano per 30 mila alloggi. Nell’occasione il sindaco ha fatto un importante annuncio: «Entro la fine del mese sarà pronto il piano dei 30mila alloggi per le fasce indigenti e per quelle sul limite della povertà». Così il sindaco Gianni Alemanno, durante la visita al complesso della Caritas di via Casilina, ha risposto a una donna che, dopo averlo fermato, gli ha raccontato di avere uno stipendio  di 1.100 euro al mese con cui deve mantenere due figlie e pagare 800 euro di affitto.
«Dobbiamo creare un ammortizzatore sociale molto forte per le fasce indigenti attraverso case popolari ed empori a costo zero – ha detto Alemanno – ma anche per la fascia che si trova leggermente al di sopra con interventi di "housing sociale" per dare case affitto agevolato sui 300 euro al mese o a mutuo controllato, e luoghi con panieri a prezzi ribassati. In questo senso stiamo lavorando con le associazioni agricole e commerciali».

Piano regolatore sociale. «Ho chiesto alla Caritas diocesana di lavorare, in collaborazione con le altre associazioni, ad un Piano regolatore sociale – ha aggiunto Alemanno – Contiamo di liberare risorse levando sussidi alle associazioni che non producono solidarietà, ma nel migliori dei casi si autofinanziano. Cercheremo di far crescere per quanto possibile in questa situazione l’impegno sociale del Comune, e di guadagnare risorse per far in modo che in tutti i quartieri ci siano centri come questo».

Più strutture per spesa a costo zero. Alemanno è poi intervenuto sugli aumenti dei prezzi, probabili nel prossimo autunno: «Dobbiamo attrezzarci per fare in modo di contenere i prezzi il più possibile – ha detto – e moltiplicare le strutture dove le famiglie in difficoltà possano fare la spesa a costo zero». Proprio presso struttura della Caritas di via Casilina, che ospita 80 senza fissa dimora, nell’aprile scorso è stato inaugurato un emporio per gli acquisti a costo zero. Le famiglie meno abbienti ricevono una tessera-punti e, recandosi in questo supermercato, possono acquistare prodotti (alimentari e non) il cui valore economico è tradotto in "poken" (punti); le tessere ricaricabili, fino a settembre sono personali e contengono 200 punti da dividere nelle 4 settimane del mese con un tetto massimo di 50 punti spendibili a settimana. Dopo l’estate, la quantità di punti diventerà proporzionata al numero dei componenti del nucleo familiare. «Il lavoro svolto dal banco alimentare della Compagnia delle opere e dall’emporio della Caritas è il punto da cui partiamo – ha aggiunto Alemanno – Non faremo doppioni comunali ma incrementeremo questa rete, in modo che tutte le eccedenze alimentari e i prodotti in scadenza finiscano in questo meccanismo di distribuzione».


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