“Gli eroi del Risorgimento: I fratelli Bandiera – Pisacane – Cavour”

Al Seminario del Prof. Antonio Saccà, presso il centro anziani Portonaccio ed il centro culturale Gabriella Ferri, in Roma
Pericle Eolo Bellofatto - 7 Febbraio 2020

Nuova lezione del Seminario del Prof. Antonio Saccà, dedicato a: “Eroi. Santi. Capi. Dannati”.

Martedì 11 febbraio 2020, alle ore 17.00, presso il centro anziani Portonaccio, in via F. Meda 147 e mercoledì 12 febbraio 2020, alle ore 17.15, presso il centro culturale “Gabriella Ferri”, con ingressi sia da via G. Galantara 7 che da via delle Cave di Pietralata 76 (con possibilità di parcheggio interno), il Prof. Saccà ci parlerà di: “Gli eroi del Risorgimento: I fratelli Bandiera – Pisacane – Cavour”

Attilio Bandiera (Venezia, 24 maggio 1810 – Vallone di Rovito, 25 luglio 1844) ed[1] Emilio Bandiera (Venezia, 20 giugno 1819 – Vallone di Rovito, 25 luglio 1844) furono due patrioti italiani, massoni[2] e protagonisti del Risorgimento.

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Furono giustiziati per fucilazione in seguito alla sentenza della corte marziale del Regno delle Due Sicilie a Cosenza il 25 luglio 1844 dopo un fallito tentativo di sollevare le popolazioni calabresi contro il regno di Ferdinando II nella prospettiva di un’unificazione nazionale italiana.

Carlo Pisacane (Napoli, 22 agosto 1818 – Sanza, 2 luglio 1857), è stato un rivoluzionario e patriota italiano, di ideologia socialista libertaria e di orientamento federalista d’impronta proudhoniana.

Partecipò attivamente all’impresa della Repubblica Romana, assieme a Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli e Giuseppe Garibaldi, ma rimase particolarmente celebre per aver guidato il fallimentare tentativo di rivolta nel Regno delle Due Sicilie, che ebbe inizio con lo sbarco a Sapri e che fu represso nel sangue a Sanza, ambedue nel salernitano.

Camillo Benso, conte di Cavour, (Torino, 10 agosto 1810 – Torino, 6 giugno 1861), è stato un politico, patriota e imprenditore italiano.

Fu ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852, presidente del Consiglio dei ministri dal 1852 al 1859 e dal 1860 al 1861. Nello stesso 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia, divenne il primo presidente del Consiglio dei ministri del nuovo Stato e morì ricoprendo tale carica.

Fu protagonista del Risorgimento come sostenitore delle idee liberali, del progresso civile ed economico, dell’anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell’espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell’Austria e degli stati italiani preunitari.

In economia promosse il libero scambio, i grandi investimenti industriali (soprattutto in campo ferroviario) e la cooperazione fra pubblico e privato.

In politica sostenne la promulgazione e la difesa dello Statuto albertino. Capo della cosiddetta Destra storica, siglò un accordo (Connubio) con la Sinistra con la quale realizzò diverse riforme. Contrastò apertamente le idee repubblicane di Giuseppe Mazzini e spesso si trovò in urto con Giuseppe Garibaldi, della cui azione temeva il potenziale rivoluzionario.

In politica estera coltivò con abilità l’alleanza con la Francia grazie alla quale, con la seconda guerra di indipendenza, ottenne l’espansione territoriale del Regno di Sardegna in Lombardia. Riuscì a gestire gli eventi politici (sommosse nel Granducato di Toscana, nei ducati di Modena e Parma e nel Regno delle Due Sicilie) che assieme all’impresa dei Mille portarono alla formazione del Regno d’Italia.

Nelle tre immagini: i protagonisti della lezione (notizie e immagini tratte Wikipedia).

 

Pericle Eolo Bellofatto


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