Gli operatori del Centro Carni disponibili ad acquisire gli impianti

Piuttosto che andare a fallire a Guidonia e lasciare l’area alla speculazione. Lunedì 16 giugno incontro presso l'assessorato a Roma Produttiva incontro tra il Coordinamento popolare e gli Assessori comunali Marta Leonori e Giovanni Caudo
di Sergio Scalia - 22 giugno 2014

centrocarni02Lunedì 16 giugno 2014 si è svolto presso l’assessorato a Roma Produttiva in via dei Cerchi un incontro tra il Coordinamento popolare contro la speculazione sul Centro Carni e gli assessori comunali Marta Leonori (Assessore a Roma Produttiva) e Giovanni Caudo (Assessore all’urbanistica). All’incontro hanno partecipato anche il presidente del Municipio Giammarco Palmieri e alcuni assessori e consiglieri municipali.

Dopo gli incontri avuti con le commissioni Bilancio e Ambiente, con i capigruppo comunali e dopo i confronti organizzati dai circoli SEL e PD con gli assessori Luigi Nieri e Estella Marino, il Coordinamento aveva chiesto un incontro specifico con gli assessori che sono più direttamente interessati dalla gestione e dalla valorizzazione del Centro Carni.

Infatti l’assessore Leonori gestisce attualmente il funzionamento quotidiano degli impianti del Centro Carni ed è competente per l’eventuale trasferimento degli operatori al CAR di Guidonia, mentre l’assessore Caudo deve seguire tutto l’iter urbanistico conseguente ad un cambio  di destinazione dell’area, che attualmente ha nel PRG una destinazione a “Servizi pubblici di livello urbano” .

I rappresentanti del Coordinamento popolare contro la speculazione sul Centro Carni  hanno ricordato i contenuti della Delibera di iniziativa popolare che ha raccolto oltre 8.000 firme tra i cittadini per annullare la decisione della Giunta Alemanno, con cui si conferiva all’AMA l’intera area del Centro Carni ed  hanno ribadito la preoccupazione che l’impossibilità di AMA ad onorare i debiti, possa accelerare l’acquisizione dell’intera area da parte delle banche creditrici, anche alla luce della delibera che conferisce l’area ad un fondo immobiliare per un valore stimato di 116 milioni di Euro.

Gli assessori hanno ricordato come il Comune di Roma sia attualmente impegnato in una manovra correttiva che punta a recuperare circa 400 milioni di Euro per il piano di riassetto del bilancio, con tagli profondi da operare sulla macchina comunale e sulle aziende municipalizzate e che pare quindi molto difficile reperire ulteriori 100 milioni per la riacquisizione del Centro Carni, ma hanno ricordato che è stato respinto il pressing delle banche per il rispetto delle scadenze debitorie di AMA fissate prima al 28 febbraio e poi al 30 aprile, pena l’acquisizione degli immobili a garanzia, ma si è deciso di costituire un fondo immobiliare pubblico con il 100% di proprietà AMA in cui conferire tutte le proprietà dell’azienda, che incaricherà delle società specializzate per la valorizzazione degli immobili, i cui proventi dovranno rientrare tutti ad AMA.

L’Assessore Leonori ha anche ricordato che l’attuale gestione degli impianti di macellazione costa al Comune di Roma oltre 2 milioni di passivo all’anno e che l’operazione del CAR di Guidonia era stata avviata circa 10 anni fa per riqualificare l’area con una centralità urbana.

I rappresentanti degli operatori del Centro Carni hanno ricordato come l’ipotizzato trasferimento al CAR di Guidonia rischia di costare più di quanto sia necessario per pagare il vincolo alle banche e priverebbe il Comune di Roma di una struttura fondamentale, oltre a portare al prevedibile fallimento gli operatori. Gli stessi operatori sono fortemente contrari al trasloco a Guidonia ed hanno annunciato la loro disponibilità a fare un’offerta di prelazione per l’acquisto della parte di area oggi utilizzata per gli stabilimenti produttivi.  Per gli operatori esistono tutte le condizioni economiche e produttive perché quello stabilimento raccolga altri imprenditori, macelli la carne per le diverse comunità religiose e produca utili, mantenendo per sempre la destinazione urbanistica a stabilimento per le carni.

Il Coordinamento Popolare ha  chiesto di fare ulteriori sforzi per individuare altri cespiti comunali da conferire a garanzia ed ha preso atto della disponibilità ad una prelazione da parte degli operatori, che bloccherebbe comunque ogni tentativo di speculazione sull’area, a partire dalla Delibera di Alemanno che prevedeva oltre 2.000 appartamenti e palazzi di 15 piani sul fronte Togliatti.

Scopo fondamentale della proposta di Delibera di Iniziativa Popolare resta quindi quello di evitare ogni forma di speculazione edilizia sull’area, che può essere valorizzata mantenendo quel fine pubblico con il quale era nata e  consolidando le attività produttive già esistenti, che hanno garantito in questi anni la sicurezza alimentare per il commercio delle carni, attività che rappresenta un “Bene comune” per l’intera cittadinanza.

Inoltre, secondo la proposta di Delibera di Iniziativa Popolare, una parte degli spazi del Centro Carni devono poter essere utilizzati per strutture a servizio del territorio con destinazioni sociali, produttive e culturali, ricordando che anche in questo caso un processo di valorizzazione non può essere rappresentato esclusivamente da elementi economici e finanziari.

Anche il presidente del Municipio Palmieri, pur riconoscendo le difficoltà di bilancio del Comune di Roma, che pesano quotidianamente anche sui fondi municipali, ha ricordato come le esigenze sollevate dalla Delibera di Iniziativa Popolare, tese a bloccare ogni speculazione edilizia ed a favorire un utilizzo di spazi per attività legate al territorio, sia stata condivisa in più occasioni dal Municipio.

L’assessore Leonori ha preso atto della proposta avanzata dagli operatori del Centro Carni,  proposta che non la vede contraria, ma che va verificata in concreto, precisando anche che gli eventuali fondi risparmiati per il funzionamento del Centro Carni e per la costruzione delle nuove strutture al CAR di Guidonia, potrebbero essere così utilizzati per migliorare la situazione dei mercati rionali della città e l’assessore Caudo ha ricordato che ogni operazione dovrà comunque passare in Consiglio Comunale ove preveda nuove destinazioni urbanistiche, consentendo ad ogni forza politica di esprimere il proprio orientamento.

 

 

Sergio Scalia


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