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I martiri cristiani nei campi di concentramento

Convegno alla Casa della Cultura e dello Sport “Silvio Di Francia”, a via Casilina 665, alle 17 di lunedì 22 aprile 2024 

Io non c’ero, quando Roma è stata liberata dai nazisti ottant’anni fa. Ci sono però memorie a cui appartieni, memorie collettive che erediti, una storia antica in cui sei inserito e che in qualche modo ti appartiene. Il nazifascismo, gli Alleati, la guerra, i campi di concentramento… li ho visti nei documentari e in numerosi film, ma è parte della mia identità. Roma città aperta rappresenta forse il bagaglio di memoria cinematografica più consistente, più importante, perché girato a ridosso degli avvenimenti romani.

Si doveva intitolare Storie di ieri, nasceva come documentario su don Giuseppe Morosini, sacerdote ucciso dai nazisti nel 1944. A Rossellini si aggiunse però Fellini e il documentario divenne un film drammatico con la fucilazione del prete come finale. Le riprese cominciarono nel gennaio del 1945. Alla figura di Morosini si aggiunse presto la figura di un secondo prete, don Pietro Pappagallo, morto nel massacro delle Fosse Ardeatine. In fase di scrittura si decise di fare dei due sacerdoti un unico personaggio e si arricchì la trama, aggiungendovi anche un attacco dei partigiani, guidati dal comunista Giorgio Manfredi, per la liberazione di alcuni ostaggi, in modo da controbilanciare la forte presenza cattolica del film.

Al di là di tutto, la storia del film ci racconta però qualcosa che in questi anni passati ci è forse sfuggito: indicibile è la sofferenza subita dal popolo ebraico, ma vi furono a soffrire con loro Testimoni di Geova, zingari, sacerdoti, omosessuali, prigionieri politici; a combattere per la liberazione dell’Italia ci furono non solo comunisti, ma anche i repubblicani, moltissimi cattolici oltre a persone di ogni credo politico e religioso; anche ad aiutare i perseguitati ci furono gente di ogni sorta, potente o umile, persone di fede e persone spinte da sola solidarietà umana. Anche a tradire i propri amici o vicini furono persone di ogni credo e fede, ma di loro non vogliamo mantenere la memoria, se non come un monito per noi stessi, perché la paura non prevalga mai sulla nostra umanità.

A tutte le persone buone, che seppero soffrire con dignità, aiutare con coraggio, combattere con fermezza dobbiamo la nostra riconoscenza; ad una parte spesso dimenticata di loro il V Municipio di Roma ha voluto dedicare un pomeriggio intitolato I martiri cristiani nei campi di concentramento. Alle 17 di lunedì 22 aprile 2024 si incontreranno, moderati e condotti da Olga Di Cagno, Consigliera della Commissione Cultura del V Municipio, persone di grande cultura e impegno e, forse a rappresentare i sacerdoti più umili e sconosciuti, ci sarò anche io. Vi prego, unitevi a noi alla Casa della Cultura e dello Sport “Silvio Di Francia”, a via Casilina 665.

don Domenico Vitulli


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