

Un uomo e una donna trasformano i vani tecnici del palazzo popolare in una cassaforte della droga. Traditi dai movimenti sospetti verso i garage e dal fiuto del cane Rio
Un viavai continuo di clienti scortati fin dentro le viscere dei garage sotterranei, un rapido armeggiare tra i cavi dell’alta tensione dello stabile e poi la consegna dei pacchetti in strada alla complice, pronta a smistare le dosi tra i vicoli del quartiere.
La Polizia di Stato ha smantellato l’ennesima centrale dello spaccio a conduzione familiare nel cuore di via dell’Archeologia, la via-fortezza del traffico di stupefacenti a Tor Bella Monaca.
In manette sono finiti un uomo e una donna, entrambi romani, traditi dall’insistente pattugliamento degli agenti e dal fiuto infallibile di Rio, il cane antidroga in forza alla Polizia Locale di Ciampino, aggregato per l’occasione al blitz.
I due sono ora gravemente indiziati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, dopo aver trasformato i locali comuni e i contatori condominiali di un palazzo di edilizia popolare nella loro base logistica privata.
I poliziotti del VI Distretto Casilino tenevano d’occhio la palazzina da giorni. Durante un servizio di appostamento, gli investigatori hanno notato l’uomo mentre agganciava i tossicodipendenti in strada e li “traghettava” verso i sotterranei delle auto.
Seguendolo nell’oscurità dei corridoi, gli agenti lo hanno sorpreso mentre apriva lo sportello del contatore elettrico condominiale: lì dentro, stipate tra le cassette di derivazione e i vani tecnici, c’erano le scorte.
L’uomo prelevava i quantitativi richiesti, li infilava in un borsello e li passava alla donna, che aspettava all’esterno per fare da cassiera e venditrice al dettaglio.
A quel punto è scattato il blitz, bloccando la coppia prima che potesse tentare la fuga o disfarsi del carico.
La perquisizione immediata ha confermato la solidità del quadro accusatorio costruito dagli investigatori di via San Vitale.
Le oltre duecento dosi di “polvere bianca” erano state sigillate a caldo per evitare che l’umidità dei sotterranei ne rovinasse la qualità e la commerciabilità. Tutto il materiale, compresi i soldi considerati l’incasso parziale dell’attività illecita, è stato posto sotto sequestro penale.
Ieri mattina, nelle aule del Tribunale di Roma a piazzale Clodio, il giudice ha convalidato i due arresti disponendo misure cautelari differenti a seconda delle responsabilità emerse: per l’uomo sono scattati gli arresti domiciliari, mentre la donna è stata rimessa in libertà con l’obbligo di firma giornaliero presso gli uffici della polizia giudiziaria.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.