La Parigi che ama e che include, la più bella risposta agli attacchi terroristici

Il racconto della prima domenica dopo il 13 novembre 2015
di Simone Gentile - 16 Novembre 2015

Sono passate nemmeno 48 ore dall’ultimo tragico attentato che ha scosso Parigi. Eppure, oggi, in una domenica soleggiata di novembre, la migliore risposta che ci si potesse aspettare è arrivata da una città e da un paese da cui bisognerebbe imparare, tanto.
Affacciati da una qualunque finestra di qualunque edificio haussmaniano, si ammira lo spettacolo di una città che, pur sporca di sangue, si rialza e nasconde la paura: bambini che corrono per i viali alberati, donne e uomini di ogni età che passeggiano per le piazze affollate, i ragazzi più sportivi che corrono lungo la Senna, i più pigri che sono seduti a un tavolino a sorseggiare caffè.
Francesi, arabi, ebrei, africani mano per la mano. Ma il ricordo delle vittime è certo assillante.

Nel pomeriggio, centinaia di persone si recano a Place de la République a ricordare chi ha perso la vita ingiustamente prima che il falso allarme rischi di riaccendere il terrore. Fra di loro, ancora francesi, arabi, ebrei, africani. Sì, perché Parigi è di tutti, non fa distinzione di religione o di razza. Parigi è cristiana, musulmana, laica, africana. Parigi ci insegna a smentire il razzismo, ci insegna a non temere il diverso, ad accoglierlo.

Foto di Antonella Delprino

Foto di Antonella Delprino

Parigi non intende cedere alla fin troppo facile e disgustante associazione Isis-Islam. Parigi, il 13 novembre, ci ha forse insegnato che la risposta migliore al terrorismo è l’integrazione, non la guerra.

E no, signori, questo non è buonismo: questa è Parigi.


Commenti

  Commenti: 1


  1. L’aula di un corso di italiano può essere un luogo miracoloso, una dimensione in cui una ragazza francese, un ragazzo siriano e un ragazzo turco discutono con grande rispetto reciproco degli attentati di Parigi, della guerra in Siria e dei raid aerei francesi e turchi.
    E allora ti accorgi che il dolore per quanto successo è un filo comune che lega tutti indistintamente, musulmani e non.

Commenti