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Lavoro nero sul litorale: la Finanza scopre dipendenti “irregolari” in un ristorante di Ostia

La metà del personale identificato era priva di contratto. Scatta la segnalazione all'Ispettorato del Lavoro per la sospensione dell'attività

Un controllo di routine sulle attività commerciali del litorale si trasforma nell’ennesima conferma di una piaga sotterranea che soffoca l’economia legale.

I Finanzieri del II Gruppo di Ostia hanno fatto irruzione all’interno di un noto ristorante del X Municipio, nell’ambito dei servizi di monitoraggio del territorio volti al contrasto del lavoro sommerso e del caporalato.

Durante il blitz, le Fiamme Gialle hanno identificato quattro dipendenti intenti a svolgere le proprie mansioni tra i tavoli e la cucina della struttura.

Gli accertamenti incrociati e le verifiche sulle banche dati, condotti per attestare la regolarità delle posizioni contributive e contrattuali, hanno subito fatto emergere l’anomalia: due dei quattro lavoratori presenti risultavano completamente “in nero”, privi della necessaria comunicazione preventiva di assunzione (il modello UNILAV) e quindi senza alcuna tutela legale, assicurativa o previdenziale.

immagine di repertorio

A fronte della gravità delle violazioni riscontrate — con il cinquanta per cento delle maestranze impiegate in modo totalmente irregolare — è scattata immediatamente la segnalazione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (I.N.L.) per l’emissione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Gli atti sono stati inviati contestualmente anche a I.N.P.S. e I.N.A.I.L. per il recupero dei contributi non versati e le relative sanzioni amministrative.

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