Municipi:

Lazio, l’inchiesta sull’aggiotaggio: perquisizioni e tre indagati, nel mirino le notizie sul club

Dalle voci sulla vendita del club ad opera di Lotito alla finta strategia della retrocessione pilotata per incassare il "paracadute" da 35 milioni di euro

Un’imponente campagna mediatica condotta a colpi di indiscrezioni prive di fondamento, articoli mirati e post virali sui social network con un unico scopo: manipolare il valore di Borsa delle azioni della S.S. Lazio S.p.A., società regolarmente quotata a Piazza Affari.

È l’ipotesi attorno a cui ruota il nuovo terremoto giudiziario-finanziario esploso nella Capitale e culminato in una raffica di perquisizioni eseguite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo su mandato dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma.

A finire sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di manipolazione del mercato (art. 501-bis C.P. e norme sul Market Abuse) sono tre volti noti del panorama bancario, politico e mediatico: Mauro Masi, presidente di Banca del Fucino ed ex direttore generale della Rai; Francesco Maiolini, amministratore delegato dello stesso istituto di credito; e il noto lobbyist e giornalista Luigi Bisignani.

La regia del procurato allarme e le tre direttrici della disinformazione

Secondo la ricostruzione formulata dai pubblici ministeri di Piazzale Clodio, i tre indagati — agendo in concorso tra loro e con altri soggetti in via di identificazione — avrebbero pianificato ed eseguito dal giugno 2024 ad oggi un preciso disegno criminoso coordinato per influenzare l’andamento del titolo calcistico attraverso testate giornalistiche ed ecosistemi digitali (tra cui il quotidiano Il Tempo, a cui collabora Bisignani, la testata Millenovecento e svariati canali social).

I pm contestano tre macro-falsità diffuse ad arte per scuotere gli investitori:

La vendita imminente del club: La diffusione reiterata di notizie mendaci su una trattativa ormai in dirittura d’arrivo per la cessione del pacchetto azionario di maggioranza detenuto dal patron Claudio Lotito.

Lo stato di crisi delle aziende di Lotito: L’instillazione nel pubblico di dubbi sulla presunta “decozione” (ovvero uno stato di profondo dissesto finanziario) delle società della galassia imprenditoriale facente capo al senatore e presidente biancoceleste.

Il piano della retrocessione pilotata: L’ipotesi, definita del tutto falsa dagli inquirenti, secondo cui Lotito avrebbe avuto l’intenzione di far retrocedere deliberatamente la squadra in Serie B pur di incassare il cosiddetto “paracadute” economico da 35 milioni di euro destinato ai club retrocessi.

Il rischio di alterazione dei mercati e gli sviluppi d’inchiesta

Per la Procura romana si tratta di condotte ad elevata pericolosità contabile e mercatistica: la circolazione incontrollata di simili notizie — idonee a provocare una sensibile ed improvvisa oscillazione del valore borsistico delle azioni della società biancoceleste — integra a pieno titolo la condotta di manipolazione finanziaria.

I blitz eseguiti dai Carabinieri presso i domicili e gli uffici degli indagati sono finalizzati al sequestro di supporti informatici, chat, e-mail e documentazione contabile-editoriale utile a ricostruire l’eventuale filiera di mandanti, esecutori e beneficiari dell’operazione d’aggiotaggio.

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