

Il governatore della Regione Lazio, smonta tra le colonne de Il Foglio, il teorema della regia complottista dietro la rivolta dei tifosi biancocelesti
Nessun paracadute politico, nessuna strizzatina d’occhio al collega di coalizione ed una bocciatura solenne sul piano dello stile.
Francesco Rocca veste i panni del tifoso autentico e, dalle colonne de Il Foglio, demolisce senza appello la figura del presidente della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito.
Il nodo non è una misteriosa «manina» che soffia sul fuoco della contestazione popolare, ma una deficitario approccio relazionale ed una dose massiccia di cadute di stile: «Il problema di Lotito è la postura e la sua incapacità strutturale di comunicare con i tifosi».
L’affondo del Governatore della Regione Lazio arriva mentre la Procura di Roma procede nei confronti di Mauro Masi, Francesco Maiolini e Luigi Bisignani con l’ipotesi di manipolazione del mercato.
Secondo l’impianto accusatorio degli inquirenti, gli indagati avrebbero fatto circolare notizie artefatte sul club capitolino per condizionarne l’andamento in Borsa e costringere il patron alla vendita della società.
Di fronte all’ipotesi di fare scudo al senatore forzista in nome della solidarietà partitica, il presidente della Regione frena con decisione:
L’attesa per i magistrati: «Sull’inchiesta bisogna aspettare la magistratura e le indagini. Solo loro hanno il compito di appurare quanto è successo e quanto c’è di vero».
Nessuna cambiale in bianco: Alla domanda se intenda manifestare vicinanza a Lotito, la replica è un gelido stop: «Se tutto si rilevasse una bufala, per cosa dovrei essergli solidale?».
Rocca spazza via l’idea che la sollevazione del popolo laziale sia il frutto di un grande burattinaio: «Se questa vicenda avesse delle basi, cosa che mi auguro e sono sicuro che non abbia, si inserisce all’interno della rottura della tifoseria con il presidente. Non il contrario». E aggiunge con realismo: «Nessuno è in grado di manipolare 40-50 mila persone».
Il governatore non nasconde il proprio dissenso profondo ed evidenzia l’origine autonoma del malcontento, ricordando la sua personale presenza alla manifestazione di protesta a Ponte Milvio: «Ci ritornerei, senza se e senza ma. Il dissenso arriva da lontano».
Ciò che Rocca proprio non perdona a Lotito è il linguaggio istituzionale e sportivo: «Si è espresso male e in maniera volgare in più occasioni, si è rivolto ai tifosi dando loro degli ‘stronzi’». Un atteggiamento inaccettabile per un dirigente ed un membro del Senato: «Non è questa la modalità. Siamo tutti esausti, tutti noi tifosi».
Infine, la stoccata finale sulle ambizioni politiche del patron della Lazio: «Lotito ha scelto di candidarsi non perché fosse un esperto di economia o geopolitica. Non mi pare che scriva analisi complesse su Limes. Ha scelto di candidarsi perché era presidente della Lazio!». L’illusione di ripercorrere le orme del Cavaliere si sfalda impietosamente: «Lotito magari voleva emulare Berlusconi, ma diciamo che non ci è riuscito».
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