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Lazio, presentato il Rapporto 2008 sulla società e l’economia

Il Pil, nel 2007, è cresciuto del 2% a fronte dell’1,5% della media nazionale e la dinamica delle imprese ha seguito il trend di crescita superando quota 578 mila (+1,9% rispetto all’anno precedente)

06/11/08 – Una Regione dove il Pil, nel 2007, è cresciuto del 2% a fronte dell’1,5% della media nazionale e dove la dinamica delle imprese ha seguito il trend di crescita superando quota 578 mila (+1,9% rispetto all’anno precedente). Questo è il Lazio fotografato dalRapporto 2008 sulla società e l’economia presentato da Sviluppo Lazio. Nel complesso le imprese laziali rappresentano il 10% circa dell’intero sistema produttivo nazionale e il Lazio è la seconda regione per numero di imprese registrate, dopo la Lombardia. Una dinamica positiva che si è riflessa sul tasso di occupazione della forza lavoro, che ha rilevato nel 2007 un incremento dello 0,4% rispetto all’anno precedente, anche se non tutta l’occupazione è stata sinonimo di certezza e stabilità del proprio futuro lavorativo.

Rispetto al 2006 tuttavia il tasso di disoccupazione è sceso dell’1,1%. La disoccupazione si concentra maggiormente nelle province di Viterbo e Frosinone (rispettivamente 9,6% e 8,4).

Il Lazio è la regione italiana con la quota più elevata di lavoratori parasubordinati (9,8%). Tale condizione colpisce significativamente i giovani. Nel Lazio, rispettivamente, il 70,3% ed il 66% di tali tipologie di occupati ha meno di 40 anni a fronte di un dato nazionale pari, rispettivamente, al 67,3% ed al 57,6%. Dato altrettanto rilevante è quello relativo al livello di scolarizzazione. La quota di laureati tra i dipendenti a termine e, soprattutto, tra i parasubordinati è ben più elevata di quella che si osserva fra i lavoratori a tempo indeterminato.

L’instabilità dell’occupazione si accompagna spesso a situazioni di disagio economico, che investono una nuova categoria di soggetti, classificabili come “lavoratori poveri”. E di questa condizione il Rapporto dà adeguato conto. Ne emerge come il Lazio sia una regione ad alta diseguaglianza economica: l’indice di diseguaglianza risulta infatti nel Lazio superiore alla media nazionale e inferiore unicamente a quello di Campania e Sicilia. Nel Lazio si dichiara in arretrato con le bollette il 9,7% delle famiglie. Il 28,9% delle famiglie è incapace di affrontare spese inattese e il 32,1% è in difficoltà ad arrivare a fine mese.

“Ancora una volta emerge con sufficiente chiarezza la condizione del Lazio come regione di confine del dualismo economico italiano: una regione capace di tassi di crescita economica che l’accomunano al settentrione, ed al contempo di diseguaglianze economiche che l’avvicinano al mezzogiorno” – ha dichiarato Luigi Nieri, assessore regionale al Bilancio, programmazione economico-finanziaria – “Ciò pure risulta – prosegue Nieri – dagli indicatori di disagio economico. Una misura di contrasto a tale situazione di disagio è stata realizzata dalla Regione con l’approvazione della Legge Regionale n. 10/2006, istitutiva del Fondo per il Microcredito, quale strumento di lotta alla povertà e alla esclusione sociale, con particolare attenzione alle persone escluse dal circuito di credito tradizionale. Il Rapporto 2008 – conclude Nieri – con i suoi dati ci ricorda che non è più tempo di assecondare il mito di una uguaglianza sociale apparentemente raggiunta nella omologazione dei gusti e degli stili di vita. Occorre che la politica si faccia carico consapevolmente dei bisogni reali dei cittadini: prima che la diseguaglianza economica si traduca definitivamente in diseguaglianza sociale”.

Il tasso d’inflazione nel 2007, nel Lazio, è stato pari all’1,5% (valore tuttavia inferiore a quello nazionale dell’1,8%). Tra i settori produttivi che hanno registrato incrementi dei prezzi superiori alla media vi sono l’agricoltura (+4,2%) e l’industria (+3,3%).

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