

Il 18 settembre hanno incrociato le braccia, e Alemanno lamenta: non capisco questa resistenza
Continuano a piovere polemiche sull’ordinanza anti-prostituzione varata da Alemanno. Questa volta i vigili urbani coinvolti nel servizio anti-lucciole, giovedì 18, si sono rifiutati di proseguire il pattugliamento, lasciando alle sole forze dell’ordine l’onere di adempiere al dovere.
“Siamo nel caos – lamentano i sindacati dei vigili di Roma – abbiamo ricevuto l’ordinanza la mattina stessa della sua entrata in vigore, senza una comunicazione precisa sulle modalità di intervento, cosa fare e come muoversi". Inoltre – continuano i sindacati – è un’ordinanza che presenta molte lacune e vizi di indeterminatezza e che espone gli agenti al rischio di denunce penali per abuso di potere. La sicurezza – chiosa infine Marco D’Emilia, rappresentante CGIL dei vigili di Roma – non si garantisce a colpi di spot”.
Non si placa, dunque, la polemica; e la situazione comincia a pesare sull’operato della squadra di Alemanno. "Le multe alle lucciole -avevano infatti sottolineato Ospol e rappresentanti dei vigili urbani qualche giorno fa – lasciano il tempo che trovano a causa di una normativa troppo generica (si parla di abbigliamenti, modalità e atteggiamenti che “manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare”…) quando invece il problema andrebbe affrontato diversamente, con manovre che puntino alle costole del sistema criminale e che tronchino effettivamente il mercato del sesso e delle vite umane coinvolte".
Ma per Alemanno di problematico c’è solo l’allarmismo dei sindacati. “Non capisco la resistenza a questa ordinanza". Ha spiegato il Sindaco sottolineando il fatto che questa manovra è solo in “fase di avvio”, e che per adesso si sta “saggiando il terreno” con alcune squadre e in alcune zone. "In un secondo tempo, chiosa infine il sindaco di Roma, aggiustando e verificando si troverà la giusta linea d’azione, che comunque dovrà essere condivisa da tutti i soggetti coinvolti".
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