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Marconi, spray al peperoncino a bordo del bus 775: passeggiera finisce in ospedale

Il conducente apre le porte per far scappare la gente stipata. I Carabinieri al vaglio dei filmati delle telecamere Atac per incastrare il responsabile

Un bruciore improvviso al naso e alla gola, gli occhi che lacrimano all’impazzata e l’aria che, nell’arco di pochissimi secondi, diventa del tutto irrespirabile tra i sedili.

Mattinata di puro panico e tensione a bordo di un autobus dell’Atac della linea 775, dove uno sconosciuto ha pensato bene di spruzzare una sostanza altamente urticante – con ogni probabilità uno spray al peperoncino – mentre il mezzo era stracarico di pendolari in transito lungo viale Marconi.

L’episodio si è verificato domenica mattina lungo una delle arterie più trafficate e commerciali del quadrante sud di Roma. Il bus, partito dal capolinea di piazzale Ostiense e diretto verso la zona del Trullo, stava percorrendo il viale quando dall’interno dell’abitacolo si è diffusa la nube tossica, scatenando il caos tra le persone a bordo.

La prontezza dell’autista ed l’evacuazione sul marciapiede

A evitare che la situazione degenerasse in una calca pericolosa è stato il sangue freddo del conducente dell’Atac. Non appena ha avvertito le prime urla dei passeggeri e l’odore acro della sostanza chimica nell’aria, l’autista ha accostato d’emergenza il mezzo a bordo strada, ha azionato le quattro frecce e ha spalancato istantaneamente tutte le portiere.

I passeggeri sono scesi di corsa sul marciapiede per respirare aria pulita. Nonostante l’evacuazione tempestiva, per una donna si è reso necessario l’intervento del 118: dopo aver inalato a fondo la sostanza urticante, la passeggiera ha accusato un forte malore con crisi respiratoria ed è stata trasportata in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso.

Caccia al responsabile: sotto lente i filmati di bordo

Sul posto sono piombate le gazzelle dei Carabinieri, che hanno isolato l’autobus temporaneamente fuori servizio e avviato le indagini.

Gli investigatori dell’Arma hanno già richiesto e acquisito i filmati integrali dell’impianto di videosorveglianza installato all’interno del mezzo pubblico.

L’analisi dei fotogrammi sarà incrociata con le testimonianze raccolte sul marciapiede tra chi si trovava a bordo al momento del raid.

L’obiettivo è individuare con precisione la persona che ha azionato il dispenser – sia che si sia trattato di una bravata da parte di qualche giovanissimo, sia che il gesto sia scaturito al culmine di una lite tra passeggeri – per denunciarla all’autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio e lesioni.

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