

Blindati i big sale il livello tecnico generale, ma resta il nodo dell'ala sinistra
Finalmente si è chiusa la sessione estiva del calciomercato 2026 ed è tempo di bilanci in casa giallorossa.
Tra trattative al cardiopalma, un bilancio tecnico di livello e l’amaro in bocca finale per un colpo sfumato all’ultimo secondo, la nuova Roma firmata Gian Piero Gasperini esce da questo mercato con fondamenta solidissime e una certezza granitica: i pezzi pregiati della rosa non si toccano.
Una sessione positiva sotto alcuni aspetti, soprattutto nella costruzione di una rosa più profonda, giovane e con alternative affidabili, ma che lascia inevitabilmente qualche rimpianto per due ruoli che, nelle idee di Gasperini, erano fondamentali: l’ala sinistra e l’esterno sinistro basso.
Dal suo arrivo nel giugno scorso il tecnico di Grugliasco ha chiesto un giocatore soprattutto, un’ala sinistra di piede destro che dia profondità alla manovra della squadra.
Nell’estate del 2025 si è provato con Bailey, un acquisto ricusato subito a gennaio sostituito da Zaragoza del quale ci si è accorti della sua presenza per un assist a Napoli e poi nulla più.
Tutti i tifosi della Roma, erano sicuri che si sarebbero presi 4 giocatori, 2 titolari e due riserve, da mettere a sinistra tra centrocampo ed attacco ed invece al gong della fine del calcio mercato non ne è arrivato neanche 1.
Andando in ordine la Roma ha cercato di prendere per l’attacco a sinistra una serie infinita di giocatori: un valzer di nomi tra rilanci, aerei già prenotati e rifiuti all’ultimo minuto.
Si ricordano: Greenwood che è stato Il primissimo obiettivo di inizio estate. Trattato a lungo tra giugno e i primi di luglio, la pista è sfumata a causa dell’altissima concorrenza internazionale e dei costi dell’operazione.
Poi si è provato con Summerville che è forse il grande rimpianto di metà luglio. L’accordo era chiuso nei dettagli ed era già stato predisposto un aereo per portarlo a Roma, prima dell’irruzione decisiva dell’Al-Hilal che ha scombinato i piani con un’offerta fuori quota.
Subito dopo si è provato con Nusa, richiesto espressamente da Gasperini per la capacità di spaccare le difese, la trattativa si è infranta contro il muro eretto dal Lipsia, che non ha fatto sconti sulla valutazione del cartellino.
Voci pressanti davano per definite le acquisizioni prima di Moreira finito poi al Milan e poi di Godts dell’Ajax ma trattative ufficiali non ci sono mai state. A quel punto si è andati su Fofana del Lione, inseguito per l’intera parte centrale di agosto.
Una trattativa prolungata ma costantemente frenata dai vincoli economico-finanziari e dai paletti UEFA, fino al definitivo inserimento del Sunderland.
Negli ultimi giorni poi i nomi sono stati tre principalmente: Bynoe-Gittens, ma nonostante un’apertura iniziale del Chelsea alla formula del prestito con diritto di riscatto le parti non sono riuscite a trovare la quadra definitiva sulle cifre prima della chiusura.
Chiuso l’accordo con Luiz Henrique dello Zenit di San Pietroburgo ci si è accorti che acquisire giocatori in Russia non è possibile per le sanzioni dovute alla guerra in Ucraina.
L’assalto disperato, infine, all’ultimo secondo a Leweling dello Stoccarda, a detta del DS D’Amico era tutto fatto ma poi all’ultimo il giocatore ci ha ripensato ed è saltato tutto.

Ma questo non significa che il mercato della Roma sia da buttare, anzi è sicuramente positivo ma prendendo i giocatori a sinistra sarebbe stata perfetto.
Una cosa sembra chiara, è stato quasi del tutto sconfessato il lavoro fatto da Massara lo scorso anno. Sono stati ceduti con formule varie: Tsimikas, Ferguson, Venturino, Ziolkowski, El Aynaoui, Robinio Vaz , tutti giocatori presi dal precedete DS che non ha mai trovato il feeling con il mister e a questi si sono aggiunte le cessioni di Dovbyk, Baldanzi Celik e gli addi di Angelino ed El Shaarawy, tanti, quindi, i calciatori da dover rimpiazzare.
D’amico ha sicuramente rimpiazzato se non nei numeri nella qualità i partenti aumentando sicuramente il tasso tecnico della squadra e avvicinando le presunte riserve ai cosiddetti titolari.
Il primo acquisto è stato Castro, giovane centravanti argentino che si è messo in luce negli ultimi due anni a Bologna, 35 milioni che in molti preferivano venissero messi per l’attaccante di sinistra ma che la Roma ha deciso di spendere per un calciatore che potrà far rifiatare al meglio Malen.
L’uscita improvvisa di Celik partito quasi di nascosto per Torino, sponda bianconera, ha costretto la Roma a rimediare acquistando l’ex campione del mondo Molina che sicuramente ha alzato il tasso tecnico della difesa.
Reparto arretrato che ha visto entrare il greco Koulierakis che darà il cambio ad Hermoso e poi il centrale Balerdi arrivato agli ultimi giorni per sostituire Ziolkowski e per dare l’esperienza e il carisma giusto quando sarà chiamato in causa.
Poi è arrivato De Roon centrocampista bandiera dell’Atalanta di Gasperini che a 35 ha voluto cambiare aria e quasi gratis vestirà la maglia giallorossa andando a sostituire El Aynaoui e che sicuramente non avrà bisogno di rodaggio per entrare negli ingranaggi del gioco e darà quell’esperienza giusta per giocare anche la Champions.
Il colpo in entrata è stato sicuramente Rodrigo Mora giovane fantasista del Porto che probabilmente dovrà giocare sulla famosa fascia sinistra ma con le sue qualità tecnica saprà dialogare al meglio con Dybala e Malen e magari sarà il crack del mercato giallorosso.

La forza della Roma in questo mercato è stato soprattutto non aver venduto i pezzi migliori. Dybala ha rinnovato, Pellegrini pure, anche se ad agosto inoltrato, Mancini e Cristante hanno rinnovato il loro contratto in scadenza nel 2027, sono state rimandate al mittente le offerte, anche molto basse, per Svilar e soprattutto per Konè con un brivido finale nell’ultimo giorno di mercato per il giocatore francese con una offerta di 60 milioni del Chelsea.
La proprietà ha tentennato di fronte a una cifra così imponente, ma la risposta del mister è stata un perentorio “veto”. Gasperini ha alzato il muro ed è stato irremovibile: il centrocampista francese è il motore inamovibile della squadra. Koné resta a Roma, a dimostrazione di una società che ha preferito la continuità tecnica e la competitività immediata alle plusvalenze.
Alla fine dei conti la Roma è tra le società che ha speso di più, oltre 115 milioni di euro considerando anche i riscatti (compreso Malen), ha tenuto i migliori ma è mancata quella ciliegina sulla torta che avrebbe dato alla squadra quella spinta in più per essere considerata una possibile antagonista dell’Inter per la vittoria del campionato.
Un altro elemento da non sottovalutare è il ridimensionamento del monte ingaggi complessivo. La Roma ha cercato di alleggerire il peso economico della rosa, liberandosi di diversi contratti importanti e sostituendoli con profili più funzionali al progetto.

Ed ora sarà Gasperini a trovare delle soluzioni con i giocatori in rosa. In difesa la Roma è copertissima con 6 centrali tutti interscambiabili, con esperienza e tecnica e grinta. A centrocampo Molina e il giovane Lulli, scoperta di Gasperini preso dalla primavera e che nel precampionato e nelle prime due partite di campionato ha impressionato, si contenderanno la fascia destra.
A sinistra Wesley dovrà continuare a giocare da titolare malgrado sia stato preso per giocare a destra e probabilmente il suo sostituto sarà Rensch. In mezzo al campo Konè e Cristante sembrano la coppia titolare ma Pisilli e De Roon saranno spesso chiamati a dare più di una mano.
Davanti a destra la coppia il titolare se sta bene sarà Dybala ma dietro Soulè potrà sostituirlo a dovere e spesso giocheranno insieme. A sinistra sarà Mora probabilmente il titolare ma Pellegrini, quando riuscirà a guarire, potrà essere messo in quella posizione per garantire anche maggior copertura.
Il centravanti titolare è sicuramente Malen un campione assoluto ma si potrà contare su un sostituto di lusso come Castro che saprà sicuramente ritagliarsi lo spazio giusto.
Se si vuole dare un voto possiamo dare a questo mercato un bel 6,5: la Roma esce dal mercato con una rosa probabilmente più forte, più profonda in termini di qualità ma non di numeri, più sostenibile economicamente, con alcuni upgrade importanti e molte più alternative tecniche dalla panchina.
Ma la squadra titolare non è stata rinforzata come serviva fare, è incompleta a livello numerico con 20 giocatori di movimento (2 per ruolo + tre portieri) ed alcune esigenze sul piano delle caratteristiche non sono state soddisfatte una su tutte l’ala sinistra capace di fare la differenza un laterale sinistro di centrocampo che potesse rimandare a destra Wesley. Altra cosa da correggere in futuro sono le tempistiche delle trattative.
La Roma ha lavorato a lungo su diversi obiettivi, arrivando alle fasi finali del mercato ancora con ruoli scoperti. Il problema non è tanto aver cambiato obiettivi, quanto il fatto che alcune operazioni fondamentali siano rimaste aperte per settimane senza riuscire a trovare una soluzione definitiva.
Se dal mercato è mancato l’exploit finale, il campo sta raccontando tutt’altra storia.
La Roma ha approcciato le prime due giornate di campionato in maniera travolgente: due vittorie su due, 8 gol fatti e 0 subiti (due netti 4-0). Il calcio di Gasperini è già aggressivo, verticale e spettacolare.
I calciatori in campo sanno assolutamente cosa fare, si vede che sono convinti di essere forti, chi subentra non fa rimpiangere i titolari ed anche per questo è stato importante mantenere il gruppo dello scorso anno non vendendo i giocatori importanti.
L’assenza dell’esterno si farà sentire nelle rotazioni stagionali, ma all’Olimpico si respira un’aria diversa: la squadra ha un’identità forte, i big sono rimasti e in panchina c’è un allenatore che sa esattamente come far sognare la piazza.
Ora arriveranno prove più difficili sia in campionato ma soprattutto in Champions League e vedremo veramente di che pasta è fatta questa Roma, si corta, ma tecnicamente molto molto più forte e quindi da oggi che si pensi solo al campo e basta.
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