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Ofena ricorda i Caduti in guerra

Il 17 agosto 2018 gli Alpini della sezione locale hanno donato al Comune un monumento evocativo dell’attaccamento alla Patria dei nostri avi

Il 17 agosto in occasione della festa dell’ emigrante, gli Alpini della sezione del piccolo paese della Provincia dell’Aquila hanno donato al Comune un particolare e importante opera scultoria a ricordo di tutti i caduti in guerra.

Il Monumento è stato collocato in Piazza Enrico Berlinguer nei pressi della scuola Comunale, zona adatta per far ricordare agli alunni di oggi e di domani i sacrifici fatti dai nostri avi per la nostra amata Patria.

La emozionante cerimonia, è stata diretta dallo speaker e capo gruppo della Sezione Alpini di Ofena sig. Mauro Natale: Hanno presenziato il Sindaco di Ofena Antonio Silveri, Pietro D’Alfonso Presidente sez. Alpini Abruzzo, il Generale degli Alpini Antonio Purificato, di Santa Lucia degli Abruzzi, e altre autorità che non hanno partecipato al corteo, ma si sono uniti al numeroso pubblico.

Un ofenese, ex alpino con l’arazzo emblema di Ofena ha guidato il corteo composto dalle Autorità e dai gruppi degli  Alpini, appartenenti alle sezioni di Ofena, Barisciano, Bussi, Santa Lucia degli Abruzzi e Capestrano, dall’ingresso del paese fino a piazza E. Berlinguer dove si è svolta la cerimonia.

Il sindaco di Ofena e il presidente degli Alpini hanno deposto la corona d’alloro nel monumento, e subito dopo mentre si svolgeva, il rito dell’alza bandiera tutti i presenti hanno cantato commossi l’Inno di Mameli.

Tolto il drappo tricolore che rivestiva il Monumento, è apparso agli occhi di tutti, un’opera bellissima composto da tre blocchi di pietra, sul primo nella sinistra campeggiava il vaso di fiori colti nei prati circostanti Piazza Berlinguer.

Sul secondo sulla destra il caratteristico “Cappello con la Piuma” emblema del corpo degli Alpini fin dal 1872 anno di fondazione del Corpo, per iniziativa del Capitano Giuseppe Perrucchetti.

Sul terzo più alto degli altri un’Aquila simbolo adottato dagli Alpini, e dalle truppe di montagna che hanno combattuto su tutti i fronti di guerra. L’aquila inoltre è simbolo di forza e coraggio.

La cerimonia religiosa è stata officiata da Don Antonio Purificato del complesso della Colonia Frasca.

Prima dei discorsi ufficiali è stata fatta ascoltare ai presenti la preghiera degli Alpini. Salito sul palco, Antonio Silveri ha iniziato il suo intervento rivolgendo, come primo Cittadino e in nome dei residenti, un sentito ringraziamento al corpo degli Alpini della sezione di Ofena per l’espressiva opera posta, con il consenso di tutti, vicino alle scuole comunali: un luogo ideale per cercare di tramandare alle future generazioni il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la Patria. Il Sindaco, commosso, ha ringraziato tutti i presenti in modo particolare gli Alpini che sono arrivati a Ofena dai paesi limitrofi e i Carabinieri della caserma di Capestrano.

Pietro  D’Alfonso nel suo breve discorso ha elogiato gli alpini presenti e tutti i quattrocento mila sparsi in tutto il territorio Italiano. Ha ricordato a tutti i sacrifici e la disponibilità e determinazioni “di questi uomini riconoscibili dalla penna sul cappello che hanno combattuto e perso la vita durante la prima e la seconda guerra mondiale. E ancora oggi, che per fortuna in Italia non ci sono guerre – ha proseguito l’oratore – questi uomini sono sempre pronti ad accorrere nelle zone terremotate e in tutti i posti dove richiedono aiuto e assistenza”.

Anch’io, commuovendomi, mi sono ricordato di mio nonno Solero che, quando ero bambino, mi raccontava dei sacrifici e sofferenze sue e dei tanti commilitoni nei pressi del Piave durante la prima guerra mondiale.

Ai giorni di oggi è difficilissimo coinvolgere le nuove generazioni, vissute in lunghe stagioni di pace, e far capire loro le angosce dei nostri avi. Perciò il Monumento di Ofena aiuterà a non dimenticare e a riaffermare gli importanti valori di quegli uomini che hanno fatto grande la nostra Patria sacrificando la loro vita per difenderla.

 

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