

Un uomo travisato spara due colpi contro il negozio dei tifosi biancocelesti e svanisce nel nulla. I Carabinieri al lavoro sulle immagini delle telecamere
La messinscena è quella classica del messaggio a freddo, ma il contesto e l’orario alzano l’asticella della provocazione. Mezzogiorno passato da poco, le strade del centro di Ostia affollate per la spesa e la pausa pranzo.
In mezzo al viavai di via Bosio, un’ombra con il capo coperto da un cappuccio si avvicina alle vetrine del “Lazio Store 1900” – avamposto storico del tifo biancoceleste sul litorale romano – impugna la pistola e fa fuoco.
Due detonazioni secche, le serrande che scricchiolano colpite dal metallo e il panico immediato che scompagina il passo dei passanti.
Un raid sfrontato, eseguito in un amen, prima che l’attentatore si squagliasse tra i vicoli circostanti.
La chiamata al 112 ha fatto scattare la morsa delle pattuglie della Compagnia di Ostia, che hanno cinturato l’isolato e steso i nastri bianchi e rossi sul marciapiede.
Tra l’asfalto e il profilo delle vetrine, i militari hanno isolato e repertato due bossoli esplosi da distanza ravvicinata.
Resta da capire l’appoggio logistico del pistolero: i testimoni raccontano di una sagoma travisata fuggita a piedi per pochi metri, ma l’ipotesi più concreta è che ad attenderlo dietro l’angolo vi fosse una moto guidata da un complice o un’auto con i motori già accesi.
Gli investigatori stanno setacciando i nastri degli occhi elettronici di tutta la zona – tra telecamere pubbliche e impianti privati dei negozi adiacenti – per risalire al tragitto d’arrivo e di fuga.
Nessun ferito, fortunatamente, ma il peso dell’incursione resta grave. Chi ha premuto il grilletto voleva firmare un avvertimento in grande stile.
L’ipotesi investigativa di punta conduce dritto alla matrice estorsiva o al regolamento di conti nel sottobosco criminale del litorale.
Un brutto segnale per un territorio dove le armi continuano a girare con troppa facilità anche in pieno giorno.
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