Periferie e rigenerazione urbana, un incontro

Intervista al Segretario Generale Fillea Cgil Roma Lazio Benedetto Truppa

Il 22 aprile 2022 alle ore 17 presso via Ugento, 30 al Quarticciolo si è svolta una importante Tavola rotonda dal titolo “Not Here, Dove atterrano i fondi? Piste di atterraggio per luoghi che rischiano di rimanere invisibili”.

Un dibattito sulla Rigenerazione urbana, sui fondi Ue, sul Pnrr promossa da vari soggetti civici, associazioni di cittadinanza attiva e dalla Fillea Cgil Roma Lazio, con la presenza del presidente del V Municipio Mauro Caliste, dell’assessora municipale ai Lavori Pubblici Maura Lostia, e dell’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia.

Ecco le ipotesi di lavoro emerse dalla tavola rotonda con uno dei relatori, il Segretario generale della Federazione italiana dei lavoratori del legno, dell’edilizia, delle industrie affini ed estrattive detta Fillea Cgil Roma Lazio Benedetto Truppa.

Perché avete promosso questa iniziativa in concerto con soggetti locali?

Catering a Roma

Insieme alle forze civiche del territorio volevamo aprire alcuni filoni di ragionamento, ognuno dai propri osservatori particolari che devono fare sintesi per il territorio, e individuare le soluzioni più cogenti al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.

Inseguendo la stella polare della coesione sociale dobbiamo dire che nel prossimo futuro le città saranno i luoghi dove si giocheranno due partite fondamentali, quella dello sviluppo sostenibile e quella delle disuguaglianze.

Su ciò sono puntuali gli studi di Mappa Roma che si sono trasformate in splendide avventure editoriali, ma per noi corpi intermedi sono l’evidenza di come pianificare politiche locali che vadano a impattare sui territori, in cui l’ascensore sociale si è fermato, in particolare le periferie, contrastando tutto l’arcipelago di povertà educativa, di precarietà, di sotto occupazione.

Questo il primo filone del ragionamento, il secondo è come le dicevo costruire risposte a questi bisogni di coesione, in cui la sostenibilità non è declinata dal lato ambientale ma anche sul versante di quello sociale ed economico:

  • La prima risposta secondo noi sta nell’Agenda 2030 e negli obiettivi che Onu ha donato ai paesi per impostare agende urbane che vadano nella direzione di uno sviluppo di qualità che governi i processi del digitale e della pandemia
  • La seconda risposta costruire un Welfare dei territori e delle persone mappando i bisogni, come teorizzano gli autori del saggio Ripartire dalle città Gaetano Sateriale e Fabrizio Ricci.
  • La terza risposta sta nel costruire infrastrutture immateriali come le cooperative di comunità, le case di quartiere, e infrastrutture materiali con il forte strumento della rigenerazione urbana che diventi rigenerazione sociale
  • La quarta risposta sta nel dare un ciclo di programmazione per la città attraverso il Pnrr con una visione sistemica che includa investimenti sociali con un Nuovo Piano del Lavoro per la città 

Segretario, come si agisce in termini di politiche territoriali e in attivazione concreta di ciò che ha appena affermato?

Intanto per governare i processi, e avere una visione inclusiva dei problemi devi coinvolgere le istituzioni e i corpi sociali che siano come noi intermedi come forze sindacali, o che siano associazionismo di cittadinanza attiva, volontariato, comitati di quartiere ecc.

La visione progettuale di cui ha bisogno questa città deve andare in parallelo con la comprensione della complessità dei fenomeni sociali, che sia la pandemia o che sia la quarta rivoluzione industriale che cambierà i mestieri e i modelli organizzativo sociali delle città.

Come farlo se non costruendo tavoli di contrattazione sociale dello sviluppo territoriale, immettendo dentro questo lavoro di comunità tutti i soggetti che le elencavo, e in cui la tavola rotonda ha sentito le voci.

Noi come Fillea Cgil nazionale, stiamo lavorando su questi temi attraverso la creazione di un’associazione denominata Nuove Ri-generazioni, con un presidente del livello di Gaetano Sateriale, già sindaco di Ferrara, saggista da molti anni impegnato in Emilia Romagna ma ancor prima in Cgil nel Piano o Patto per il Lavoro.

Tra l’altro mercoledì 27 aprile proprio a via Giorgio Perlasca con la presidenza del Consiglio municipale, presenteremo come Nuove Ri-Generazioni il libro Ripartire dalle città con il ministro della Cultura Dario Franceschini, il nostro Segretario Generale Alessandro Genovesi, e altre importanti relatrici.

Ma non solo questo, stiamo progettando oltre all’articolazione nazionale dell’associazione, anche le articolazioni regionali e territoriali per intercettare le vertenze territoriali e agire sul quadro che le descrivevo, con un comitato di esperti esterni ed interni, per la contaminazione culturale degli ambiti.

Quindi ne avremo una nel Lazio attiva sui processi locali, ispirandoci per esempio al lavoro del sindaco Petroselli.

Altro strumento della strategia dovrebbe essere il Patto del Lavoro, un insieme di politiche industriali, di innovazione sociale, e di politiche attive che diano una scossa a questa città.

Per esempio agendo non più sull’accoglienza ma lavorando sulla vera integrazione degli immigrati, che saranno forza lavoro e i cittadini di domani con noi.

Altro punto da potenziare sul dossier lavoro, quello della formazione continua, dell’ottica bilaterale, e della formazione permanente che abbia una visione di lungo periodo dei processi formativi, si guadi alla nostra Scuola Edile.

Ecce Vinum

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