

La Procura della Repubblica ha ottenuto l’emissione di misure cautelari nei loro confronti
Un colpo pianificato nei minimi dettagli, ma smascherato dalla tecnologia e dalla rapidità investigativa dei Carabinieri. Due cittadini italiani, un 39enne con precedenti e una 47enne, sono finiti in manette con l’accusa di rapina, dopo un’indagine lampo condotta dai militari della Stazione di Marina Tor San Lorenzo con il supporto dei colleghi di Genzano.
I fatti risalgono alla fine di gennaio, quando la coppia ha preso di mira un’attività commerciale in Largo San Lorenzo. La dinamica della rapina è stata tanto classica quanto spietata: mentre la donna distraeva abilmente la commessa, il complice si introduceva dietro il bancone e arraffava circa 500 euro in contanti dalla cassa.
Ma il furto si è trasformato in rapina quando la dipendente si è accorta del raggiro e ha cercato di fermarli: i due, senza esitazione, l’hanno minacciata e sono fuggiti a tutta velocità a bordo della loro auto, cercando persino di investirla. La donna è riuscita a schivare il veicolo, riportando però una contusione al braccio.

L’indagine è partita immediatamente e ha preso una svolta decisiva grazie ai sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, che hanno permesso ai Carabinieri di risalire alla targa dell’auto usata per la fuga.
Il veicolo, intestato a una società di noleggio, ha rivelato il nome dell’uomo grazie al contratto di affitto firmato da lui stesso. A inchiodare i due anche il tracciato GPS dell’auto, che ha confermato la loro presenza sul luogo della rapina esattamente nel momento del colpo.
Dall’analisi dei dati del 39enne, gli investigatori sono riusciti a identificare anche la sua complice, fermata più volte in sua compagnia. Infine, il riconoscimento fotografico da parte della vittima ha tolto ogni dubbio: erano proprio loro gli autori della rapina.
Alla luce della gravità dei fatti e delle prove raccolte, la Procura della Repubblica ha ottenuto l’emissione di misure cautelari nei loro confronti: l’uomo è stato portato nel carcere di Velletri, mentre la donna dovrà scontare la sua pena agli arresti domiciliari, in attesa del processo.
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