Repubblica denuncia poca trasparenza in maxiconcorso comunale

Miccoli: "nuova parentopoli?"
Enzo Luciani - 6 Ottobre 2011

Un articolo di oggi de La Repubblica denuncia lo spettro di una nuova parentopoli nel maxiconcorso del Comune di Roma che avrebbe subito uno stop con tanto di diffida al responsabile del procedimento e un esposto all’Autorità di vigilanza sugli appalti. Nell’occhio del ciclone una serie di presunte irregolarità o azioni sospette come l’assegnazione dell’appalto alla Praxi, già coinvolta nel caso parentopoli di Atac, l’inserimento di nuovi criteri di giudizio dell’offerta, la mancata esposizione pubblica delle buste e la brevità della seduta di assegnazione: troppo poco tempo per decidere, tanto da far pensare che tutto fosse stato già calcolato. 

«Ci risiamo – dichiara in una nota Marco Miccoli, segretario del Pd Roma – Aleggia una nuova Parentopoli nel Campidoglio targato Alemanno? Non bastavano le cubiste, gli ex terroristi neri, gli ex fiorai e anche i due figlioli dell’ex caposcorta dello stesso sindaco fatti assumere a chiamata diretta e a tempo indeterminato in Atac e Ama: ora veniamo a scoprire che il prossimo concorso pubblico nel Comune del sindaco Alemanno, con ben 2mila posti, sarà gestito dalla stessa società, la Proxy, che ha gestito le assunzioni della Parentopoli dell’Atac. Un singolare coincidenza, che desta molte preoccupazioni. Per questo chiediamo immediatamente al sindaco Alemanno di chiarire la vicenda per evitare che un nuovo scandalo affondi la città. Non vorremmo che il Campidoglio, fra qualche mese, fosse gremito di ex picchiatori fascisti, cubiste e figli, amici e parenti dei potenti oggi in auge con la destra di Alemanno. Roma è stanca di queste porcherie». 

Immediata la replica dell’assessore alle Risorse umane, Enrico Cavallari. "Le notizie riportate stamani sul quotidiano la Repubblica sono prive di fondamento come dimostrano gli atti depositati presso i nostri uffici. Restiamo senza parole davanti ad un articolo giornalistico che riporta dichiarazioni strumentali contro le procedure concorsuali in atto presso l’amministrazione comunale. Tra l’altro, il giornale emette una sentenza contro Roma Capitale basandola sulle dichiarazioni di alcuni responsabili dalle aziende risultate non vincitrici del bando di gara relativo alla preselezione del maxiconcorso: questo ci lascia esterrefatti. Si evince chiaramente che ė in atto un attacco politico volto a boicottare le politiche sul lavoro di questa amministrazione.

La realtà – prosegue Cavallari – è che non si vuole accettare che questa amministrazione sia protagonista nazionale nelle politiche del lavoro basate sul ringiovanimento e la riqualificazione del personale interno. Basti ricordare qualche numero come 1950 stabilizzazioni dei precari, 2177 assunzioni e 4460 tra riqualificazioni e progressioni interne, a fronte di un risparmio sulla spesa delle risorse umane pari a 350 milioni di euro rispetto al bilancio del 2007 del centrosinistra. Il maxiconcorso per 1995 posti rappresenta la conclusione di questo percorso che darà la possibilità a tanti giovani di poter accedere al mondo del lavoro in un momento di stagnazione del mercato: è evedente che la cosa desti invidia in chi, per anni, non ha saputo dare risposte ai ragazzi in cerca di un futuro». «Riservo totale fiducia nei tecnici che hanno svolto le procedure amministrative relative al concorso nel rispetto della normativa vigente. Chiunque avesse dei sospetti in merito alla regolarità della procedura – conclude Cavallari – si rivolgesse alla Magistratura, come ad oggi a noi non risulta sia stato fatto. Qualora, invece, proseguisse questo tentativo di condizionamento mediatico a danno dell’amministrazione e dei cittadini, sarà il sottoscritto a rivolgersi alle autorità competenti».


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