Roma 6 chiede l’abolizione del decentramento e la chiusura dei Municipi

Con un ordine del giorno votato all'unanimità
Enzo Luciani - 8 Dicembre 2007

Nella seduta del 4 dicembre il Consiglio del Municipio Roma 6 ha votato, all’unanimità, un ordine del giorno che chiede di mettere la parola fine al processo di decentramento abolendo di fatto le strutture municipali. Il Presidente del Consiglio Municipale Gianluca Santilli ha dichiarato: "chiediamo al Sindaco ed al Consiglio Comunale di prendere atto del sostanziale esaurimento del processo di decentramento predisponendo gli atti per deliberare l’abolizione degli articoli da 26 a 29 dello Statuto Comunale.” “E’ un atto di protesta” ha continuato Santilli “ che scaturisce dalla decisione del Governo di mortificare il nostro lavoro additandoci al pubblico ludibrio quali principale causa degli eccessivi costi della politica. Questo è un colpo molto grave assestato alla democrazia di base o di prossimità.”

Il capogruppo del PD, Giammarco Palmieri, dal canto suo ha riferito: “non crediamo che le istituzioni di prossimità possano essere accusate quali principali responsabili della crescita dei costi della politica che si annida invece ad altri livelli. Senza ipocrisie si dica che i servizi a 360 gradi che i Municipi offrono non giustificano i loro costi e si agisca di conseguenza terminando l’esperienza del decentramento amministrativo.

"Non si tratta di una resa – ha dichiarato Sirleto (capogruppo del PRC) – bensì di un atto forte di protesta, tanto nei confronti del Parlamento quanto del Comune. Le Istituzioni statali e comunali devono pronunciarsi sull’utilità o meno della sopravvivenza dei Municipi. Se credono veramente nella democrazia di base e nella partecipazione, come ci crediamo noi, devono metterci in condizioni di operare con serenità, senza venire additati continuamente come i massimi responsabili dei mali e dei costi della politica. Cosa, oltretutto, assolutamente infondata".


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