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Metro A, laser e scanner contro guasti e rallentamenti: Atac sperimenta il monitoraggio 3D

L'obiettivo della municipalizzata è dire addio alla manutenzione "a guasto avvenuto". Il progetto sosterrà anche la ricerca scientifica con Ingegneria alla Sapienza

Scansionare le viscere della città per provare a mettere un freno all’infinita catena di blocchi, guasti e rallentamenti che attanagliano la rete sotterranea della Capitale.

È questa la scommessa tecnologica lanciata da Atac con un nuovo progetto pilota focalizzato lungo la Linea A della metropolitana, nel tratto compreso tra le fermate di Ottaviano e Cipro.

La municipalizzata capitolina dei trasporti ha affidato alla società Spektra la fornitura a noleggio di dispositivi diagnostici avanzati e i relativi servizi di elaborazione dati.

L’obiettivo è realizzare un vero e proprio “clone digitale” tridimensionale delle gallerie, superando l’ormai obsoleto modello di ispezione limitato alla sola linea dei binari per accedere a un sistema di monitoraggio strutturale a 360 gradi.

Trenta giorni di rilievi: le tre armi della diagnosi 3D

Le operazioni sul campo si articoleranno nell’arco di circa un mese e vedranno l’impiego combinato di tre differenti metodologie di scansione:

Il sistema montato sui rotabili: un primo scanner ad alta definizione verrà installato su un vagone d’opera o su un convoglio di Atac per rilevare e ricostruire il profilo di gallerie, volte e piedritti durante la marcia;

Il carrello manuale su rotaia: una seconda apparecchiatura verrà posizionata direttamente lungo la sede ferroviaria e fatta avanzare a passo d’uomo dagli operatori per misurare ogni minima deviazione o usura dei binari con precisione millimetrica;

Il laser scanner portatile: infine, un tecnico specializzato percorrerà a piedi la tratta esaminando nel dettaglio le aree adiacenti, tra cui banchine passeggeri, mezzanini, locali tecnici e scalinate di accesso.

La massa di dati e rilevazioni digitali verrà integrata in un’unica banca dati ad alta risoluzione. Se i test daranno gli esiti sperati, l’azienda valuterà l’estensione dell’utilizzo di questi strumenti a carattere permanente su tutto il tracciato metropolitano.

Spazio alla ricerca con “La Sapienza”

La sperimentazione non offrirà soltanto un supporto concreto alle squadre di manutenzione e alla progettazione degli interventi di ammodernamento.

Come evidenziato negli atti di affidamento, l’iniziativa si intreccia con il mondo accademico: i rilievi integrati fungeranno da base per lo sviluppo di tesi di laurea in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Roma “La Sapienza”. Un tassello di innovazione fondamentale per una rete che prova a uscire dall’era dei continui interventi d’emergenza.

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