

Quella che doveva essere una manifestazione pacifica del disagio di moltissimi studenti e precari, è sfociata il 15 ottobre in atti di violenza che hanno messo a soqquadro la capitale
La protesta, progettata da tempo come una manifestazione pacifica del disagio di moltissimi studenti e precari, è sfociata ieri, 15 ottobre 2011, in atti di violenza che hanno messo a soqquadro la capitale.
Il corteo degli "Indignati", organizzato perlopiù via internet, è partito da piazza della Repubblica ed ha avuto come punto di arrivo piazza san Giovanni.
Già dai primi minuti, lungo via Cavour, si sono verificati fenomeni di violenza: vetri delle macchine completamente in frantumi e altre automobili in fiamme.
Il corteo ha raggiunto poi via Labicana e lì altre auto incediate ed addirittura petardi, lacrimogeni e bombe carta lanciati in mezzo alla folla.
Questi disordini, dovuti all’intrusione nel corteo dei black bloc, persone violente che hanno frainteso l’intento della manifestazione che era dichiaratamente senza bandiera né colore e soprattutto pacifista, hanno causato disagi e panico a quei manifestanti che stavano partecipandovi con le migliori intenzioni.
Gli scontri sono poi aumentati senza freno a piazza san Giovanni dove si è scatenata una vera e propria guerriglia con tanto di sanpietrini e sassi lanciati sulle teste dei manifestanti.
Lo stesso tipo di manifestazione è avvenuta anche nelle altre importanti capitali del mondo ma, a differenza di quello che è successo a Roma, il tutto si è svolto con la massima tranquillità, nessun ferito, niente fiamme, niente black bloc e molti Indignados.
Verranno di sicuro organizzate altre manifestazioni sperando che la violenza, in futuro, venga tenuta al di fuori di movimenti pacifisti estranei a tutto quello che è successo ieri: l’intento non era assolutamente mettere a fuoco e fiamme Roma.
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