Roma al primo posto nell’imprenditoria femminile grazie alle cittadine immigrate

Secondo l’indagine annuale svolta dall’Osservatorio Unioncamere
di Alvaro Colombi - 30 Ottobre 2008

Alvaro ColombiLe donne che in Italia scelgono di diventare imprenditrici sono sempre più numerose e Roma si conferma città guida. Secondo l’indagine periodica dell’Osservatorio Unioncamere solo nella capitale le aziende “rosa” hanno sfiorato quota 63.000 nel corso del 2008, con una variazione percentuale di + 4,66% rispetto all’anno precedente.

Mentre anche nella provincia di Latina si segnala un saldo positivo (+1,16%), non riescono a decollare invece le altre tre provincie laziali ( Frosinone, Vitebo e Rieti) che, con un segno negativo globale vicino al – 4%, rimangono pressoché stabili. Ciò non inficia tuttavia il primato del Lazio quanto a presenza di imprese femminili, seguita dalla Lombardia e dalla Campania.

La ricerca dell’Unioncamere mette in risalto come la tendenza della donna che fa impresa sia ormai quella del progressivo abbandono del comparto agricolo (una diminuzione di oltre seimila aziende dal 2007 al 2008) a vantaggio del settore, ritenuto più remunerativo, dei servizi alle imprese.

Fresco Market
Fresco Market

Si legge nel documento che la “vivacità dell’universo imprenditoriale femminile spicca al confronto della sostanziale immobilità del tessuto imprenditoriale del paese il cui tasso di crescita, dal giugno 2007 al giugno 2008, ha fatto registrare il tasso zero”.

Ma il fatto veramente nuovo e altamente significativo che emerge dalla ricerca è il contributo decisivo che alla crescita dell’imprenditoria femminile (ci riferiamo soprattutto ai dati su Roma) forniscono le aziende create dalle cittadine immigrate.
I numeri parlano chiaro: la straordinaria vitalità di questa popolazione femminile fa sì che il 71% delle nuove imprese sia costituito da realtà economiche sorte per loro iniziativa. Tra le nazionalità più attive (e rappresentate) c’è quella cinese, seguita da quella marocchina e nigeriana.

Comprendiamo il disappunto di qualche xenofobo o simpatizzante leghista ma non abbiamo fatto altro che riportare i risultati di un’indagine svolta dall’Osservatorio sulla base di dati tratti dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio di tutta Italia (perciò anche di quelle della Padania).


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti