

Sotto sequestro il patrimonio accumulato con lo spaccio. L'operazione coinvolge anche le province di Rieti, Latina e Frosinone. Smantellata la rete dei tesorieri e delle vedette
Un massiccio dispiegamento di forze ha interessato nelle prime ore del mattino il quadrante di San Basilio, nel Municipio IV.
Non un blitz tradizionale contro lo spaccio, ma un’operazione mirata a colpire il cuore economico di un’organizzazione criminale strutturata, radicata nel territorio e capace di accumulare ingenti ricchezze illecite.
Su proposta congiunta del Questore di Roma e del Procuratore della Repubblica, è stato eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale che ha portato al blocco di immobili, conti correnti e attività economiche per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.
Le indagini hanno ricostruito un sistema criminale articolato, con una netta divisione dei ruoli, costruito attorno alla storica piazza di spaccio conosciuta come il “Bar della Coltellata”.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione funzionava come una vera e propria impresa: PR e vedette, spesso giovanissimi, avevano il compito di intercettare i clienti e segnalare in tempo reale eventuali movimenti delle forze dell’ordine; Custodi della “retta”, incaricati di nascondere droga e denaro in appartamenti dismessi, box o locali sotterranei; il tesoriere, figura centrale del sistema, responsabile della gestione dei proventi quotidiani, con disponibilità costante di migliaia di euro in contanti pronti per essere reinvestiti.
Il sequestro odierno rappresenta l’esito di anni di attività investigativa su una delle piazze di spaccio più attive del quadrante nord-est della Capitale. Nel corso del tempo, le forze dell’ordine avevano già documentato modalità sofisticate per il trasporto e l’occultamento della droga.
Tra gli episodi emersi: il ritrovamento di una berlina di grossa cilindrata con doppio fondo a apertura elettronica, nascosta in un box sotterraneo e utilizzata per trasportare eroina e hashish;
l’abitudine di occultare cocaina e marijuana nella vegetazione dei giardini condominiali o sugli alberi, per ridurre il rischio di sequestri immediati.
Il blitz ha avuto un respiro interprovinciale. Oltre a Roma, le operazioni hanno coinvolto anche le province di Rieti, Latina e Frosinone, a conferma di come i proventi dello spaccio venissero reinvestiti o spostati ben oltre il quartiere di origine.
Un segnale chiaro, sottolineano gli inquirenti, della capacità dell’organizzazione di riciclare denaro e patrimoni su scala territoriale ampia, rendendo necessario un intervento coordinato tra più uffici giudiziari e forze di polizia.
L’operazione segna un passaggio cruciale nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata: non solo arresti e sequestri di droga, ma l’attacco diretto ai patrimoni, vero motore delle attività illecite.
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