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Sciopero e manifestazione dell’Ugl all’Omnia SpA di Tor Tre Teste

Il 26 giugno 2009 protesta contro la perdita del posto di lavoro
di Alessandro Moriconi - 30 Giugno 2009

Il 26 giugno gli abitanti di Tor Tre Teste sono stati svegliati dal suono di un centinaio di fischietti e da slogan urlati attraverso i megafoni da parte del personale della Omnia SpA che ha un migliaio di dipendenti sparsi in tutta Italia.

Sul marciapiedi antistante un paio di macchine della polizia di Stato e una decina di agenti i quali non sono dovuti intervenire neanche per la viabilità, tanta è stata la compostezza dei manifestanti i quali vivono sulla propria pelle il rischio della perdita del proprio lavoro.

Si è trattato di uno sciopero Nazionale indetto dal sindacato Ugl Telecomunicazioni che denuncia il licenziamento di 100 operatori alla sede di Palermo e il mancato pagamento degli stipendi nella sede di Roma Tor Tre Teste.

Presente alla manifestazione il presidente della commissione personale del municipio di Roma 7 Giuliani, il quale ha portato la solidarietà del VII municipio e si è impegnato per la presentazione di un ordine del giorno in consiglio ed ha assicurato  l’interessamento del presidente Mastrantonio.

Il sindacato denuncia un atteggiamento ambiguo da parte dell’azienda ed in particolare per quanto riguarda i rinnovi dei contratti in scadenza al 30 giugno e sul quale l’azienda si era impegnata di dare una risposta entro il 15 giugno e sia per quanto concerne il pagamento degli stipendi arretrati, che stà crendo non pochi problemi a quanti hanno scadenze di pagamenti importanti, come fitto e mutui. Il sindacato Ugl (ma gli altri Sindacati cosa fanno a fronte di rivendicazioni così serie ?) chiede di conoscere il piano aziendale elaborato dopo la ricapitalizzazione della società e che ha visto l’ingresso di nuovi soci, chiede di andare oltre la monocommessa (Sogei) che presso la sede di Tor Tre Teste scadrà il 30 giugno e che quindi pesa come una spada di Damocle sulla testa dei lavoratori precari e a part-time. I lavoratori chiedono giustamente sicurezza e tavolo di trattative certe.


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