Sono 480 mila i cittadini stranieri del Lazio, 300 mila a Roma

Secondo il XVII Dossier Statistico Immigrazione.
Enzo Luciani - 30 Ottobre 2008

30/10/08 – Sono più di 480 mila i cittadini stranieri regolarmente presenti nel Lazio alla fine del 2007, e di essi 300 mila si trovano nel capoluogo. Si tratta di un numero inferiore, seppure di poco, a quello stimato per l’anno precedente perché, a seguito di modifiche della normativa sui permessi di soggiorno, non sono più inclusi quanti si fermano per meno di tre mesi ed ai quali venivano rilasciati permessi di soggiorno di breve durata. E’ quanto emerge dalla XVIII edizione del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas diocesana di Roma, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, presentato a Roma e in contemporanea in tutte le regioni italiane.

La realtà romana si conferma per gli immigrati un approdo attraente, seppur vissuto con aspetti problematici. Secondo un’indagine, condotta dalla Caritas in collaborazione con la Commissione d’indagine sull’esclusione sociale su un campione di oltre 900 immigrati, 9 su 10 sono arrivati direttamente nell’area romana, non passando da altre regioni. La metà ha acquisito il permesso di soggiorno solo a seguito di un provvedimento di regolarizzazione e un buon sesto è ancora alle prese con le pratiche di rilascio o di rinnovo. E’ elevata la percentuale di coloro che hanno un livello di istruzione superiore (80% del campione), come anche degli occupati (80%), anche se il 15% dei lavoratori dipendenti è occupato in nero. Spesso lavorano presso le famiglie (44%), ma anche in diversi altri settori, dall’edilizia al turismo. Le mansioni umili sono più ricorrenti, ma aumentano anche gli inserimenti qualificati, come operai specializzati, impiegati, imprenditori, medici, interpreti. Molto diffuse anche le esperienze imprenditoriali con 15.490 cittadini stranieri registrati alla Camera di Commercio come titolari di impresa, che incidono per il 4% sul totale delle imprese romane, con una maggiore concentrazione nei settori dell’edilizia, del commercio al dettaglio e dei servizi alla persona.

Secondo il direttore della Caritas romana, monsignore Guerino Di Tora, “nel nostro paese diventa sempre più necessaria la condivisione di alcuni principi base sull’immigrazione a partire dalla presa d’atto che non è un fenomeno né di destra né di sinistra, bensì una realtà della nostra società, fatta di persone da rispettare come tutte nella loro dignità”. “E’ invece sbagliato – ha spiegato – inquadrare questo grande fenomeno sociale, specialmente a Roma, secondo una visione pregiudizialmente negativa: ciò fa torto al nostro passato di paese di emigrazione, al nostro presente che vede gli immigrati parte attiva nello sviluppo della città e anche al nostro futuro impraticabile senza il loro apporto”.


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