Spacciavano a turni di due ore per pagare il debito con il fornitore: quattro arresti a Tor Bella Monaca

Fermata in auto una coppia con la cocaina nascosta nello sterzo. Confessano il piano di rientro concordato via chat

Un piano di rientro forzato, concordato su una chat di messaggistica istantanea, per saldare un debito contratto con i grossisti dello spaccio. Era questa la “missione” di una coppia di pusher fermata dagli agenti del Reparto Volanti nel cuore di Tor Bella Monaca.

Un’indagine lampo che, nel giro di poche ore, ha permesso alla Polizia di Stato di risalire la filiera della droga nel quartiere, portando all’arresto di quattro persone e al sequestro di centinaia di dosi di cocaina e crack, oltre a migliaia di euro in contanti.

L’operazione, convalidata nelle scorse ore dall’Autorità Giudiziaria, fotografa ancora una volta i meccanismi quasi aziendali con cui vengono gestite le piazze di spaccio più calde della periferia romana.

Il controllo in via dell’Archeologia e la scoperta nel volante

Tutto è iniziato durante un normale pattugliamento in via dell’Archeologia, la storica roccaforte dello spaccio del quartiere. I poliziotti hanno notato un’utilitaria sospetta e hanno deciso di accostarla:

Il nascondiglio nell’auto: Davanti al palese nervosismo della coppia a bordo, gli agenti hanno perquisito minuziosamente l’abitacolo, scoprendo ben 27 involucri di crack e cocaina incastrati all’interno del rivestimento del piantone dello sterzo.

La droga addosso: Altre 10 dosi di cocaina sono state trovate addosso alla donna che sedeva sul lato passeggero, nascoste tra i suoi indumenti.

Messi alle strette, i due hanno ceduto, svelando agli inquirenti i retroscena del loro accordo. Hanno confessato di aver iniziato a spacciare da pochissimi giorni con un unico obiettivo: raccogliere in fretta il contante necessario a estinguere un debito accumulato con il loro fornitore.

Il “daily plain” via chat e i turni di rifornimento ogni due ore

Il meccanismo ricostruito dagli investigatori era rigido e scandito da ritmi industriali. Le consegne quotidiane venivano pianificate tramite app di messaggistica, mentre il rifornimento avveniva con scadenze fisse: ogni due ore, la coppia doveva presentarsi presso un appartamento di via dell’Archeologia per ritirare nuove dosi termosaldate e pronte alla vendita al dettaglio, consegnando i contanti accumulati nel turno precedente.

Il blitz nell’appartamento-cassaforte: soldi in buste con nomi in codice

Ottenute le informazioni sulla base logistica, i poliziotti hanno fatto scattare immediatamente il blitz nell’appartamento indicato.

All’interno hanno sorpreso due donne romane, rispettivamente di 30 e 40 anni, mentre erano intente a fare i conti della giornata e a spartirsi i proventi della piazza.

La contabilità parallela: Durante la perquisizione domiciliare, oltre a decine di involucri di droga identici a quelli sequestrati nell’auto, gli agenti hanno rinvenuto circa 3.700 euro in contanti.

Il denaro, in banconote di piccolo taglio, era meticolosamente suddiviso in buste separate: su ognuna era scritto un nome in codice, utilizzato per tracciare i pagamenti e le spettanze dei singoli rivenditori della rete.

Per tutti e quattro i soggetti sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. La “centrale” di via dell’Archeologia è stata smantellata, interrompendo la catena di montaggio che riforniva la periferia est a cadenza oraria.

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