

Il commissario taglia i tempi a 90 giorni per il sì definitivo. La Soprintendenza ordina lo scavo integrale della villa romana, mentre l'Asl Roma 2 blinda l'ospedale
La corsa contro il tempo per la costruzione del nuovo stadio della Roma a Pietralata entra ufficialmente nel suo imbuto più stretto e decisivo.
Grazie a un’ordinanza del commissario straordinario che ha ridotto l’intero iter della Conferenza dei Servizi decisoria a soli novanta giorni, il progetto della società giallorossa è arrivato al pettine dei pareri tecnici.
Nessuna bocciatura formale, ma sul tavolo del Campidoglio sono piovuti oltre venti contributi critici tra richieste di integrazione e prescrizioni tassative.
Dalla Regione alla Soprintendenza, passando per l’Asl Roma 2, gli enti di controllo hanno alzato l’asticella: per posare la prima pietra servirà un drastico supplemento di indagini ambientali, archeologiche e sanitarie.
Il club dei Friedkin si trova ora a dover rispondere a una serie di rilievi strutturali che rischiano di impattare sul cronoprogramma e sui costi dell’opera.

Il documento più articolato e pesante porta la firma dei medici dell’Asl Roma 2. L’azienda sanitaria non ha fatto sconti, considerando la vicinanza dell’ospedale Pertini un elemento non negoziabile della pianificazione urbana.
Il monitoraggio dell’aria: I tecnici sanitari pretendono proiezioni matematiche sugli effetti cumulativi delle emissioni dei veicoli durante i grandi eventi calcistici e concertistici.
Sotto osservazione ci sono i livelli di biossido di azoto, benzene e black carbon, con un focus specifico sulla salute delle fasce più vulnerabili (bambini e anziani residenti).
L’Asl richiede inoltre protocolli stringenti per prevenire la proliferazione del batterio della legionella negli imponenti impianti idrici del futuro impianto sportivo.
I legali e i progettisti della Roma non sono rimasti a guardare e hanno già depositato le prime contro-osservazioni formali per tentare di blindare il cronoprogramma.
L’ordine di scavo totale
Il Vincolo della Soprintendenza
I tecnici dello Stato chiedono il blocco parziale per l’avvio dello scavo archeologico esteso a tutta l’area della villa romana per mappare i reperti.
Il ricorso della AS Roma
La Risposta del Club
La società giallorossa risponde ufficialmente affermando che le misure ingegneristiche già inserite nel progetto definitivo tutelano ampiamente le antichità.
La proposta di scavo mirato
La Mediazione
La Roma chiede la revisione della prescrizione, proponendo alla Soprintendenza di limitare le ruspe e i carotaggi esclusivamente alle aree direttamente impattate dalle fondazioni dello stadio.
La partita politica e urbanistica entra dunque nei suoi 90 giorni più caldi.
Il progetto Pietralata non è stato bocciato, ma il Campidoglio dovrà mediare tra l’esigenza di regalare alla città un’infrastruttura moderna e il dovere di tutelare il polmone verde, i reperti storici e, soprattutto, l’accessibilità immediata al pronto soccorso del Pertini. La palla passa ora ai tecnici dei Friedkin per le integrazioni definitive.
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“…il Campidoglio dovrà mediare tra l’esigenza di regalare alla città un’infrastruttura moderna e il dovere di tutelare il polmone verde…”
Ma di quale “polmone verde” parlate? Non esiste alcun polmone verde da tutelare se non terreni inquinati e una landa desolata. Il polmone verde arriverà soltanto se il progetto dello stadio verrà realizzato. Senza i soldi dei Friedkin Pietralata rimane terzo mondo.