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Tor Sapienza, giù l’ecomostro del degrado: al via i cantieri in via Tallone, ma esplode la grana degli sfollati

Ruspe in azione al "Palazzo del Crack" per fare posto a un polo tecnologico d'avanguardia

Lo scheletro in cemento armato che per anni ha dominato il paesaggio di via Cesare Tallone, trasformandosi nel simbolo plastico del degrado e della marginalità a Tor Sapienza, ha i giorni contati.

Sono scattate questa mattina le prime operazioni di cantiere per la messa in sicurezza e la bonifica dell’edificio tristemente noto alle cronache cittadine come il “Palazzo del Crack”.

Una struttura spettrale, più volte sgomberata e ciclicamente rioccupata, che verrà completamente abbattuta per lasciare il posto a un moderno Data Center di ultima generazione.

L’intervento si inserisce nell’ambito di un piano di rigenerazione urbana sostenuto dal Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale.

L’area, di proprietà di un fondo d’investimento francese, ha ottenuto il permesso di costruire e le necessarie autorizzazioni comunali per l’azzeramento della vecchia volumetria e la riconversione tecnologica dell’intero comparto.

Dalla retata d’autunno alle ruspe

L’avvio delle demolizioni rappresenta il secondo atto di un percorso iniziato lo scorso 29 settembre, quando un imponente blitz interforze ordinato dalla Prefettura aveva portato allo sgombero dell’immobile, all’interno del quale vivevano in condizioni di estrema precarietà oltre trecento persone.

Nel corso delle operazioni, venticinque cittadini stranieri privi di regolari documenti di soggiorno erano stati identificati, mentre gran parte della popolazione abusiva si era già allontanata prima dell’arrivo dei blindati.

Se da un lato la cittadinanza e i comitati locali accolgono con favore l’inizio dei lavori per l’eliminazione dell’ecomostro, dall’altro si riapre la ferita della gestione dell’emergenza abitativa nei quartieri limitrofi.

Foto Fabrizio Montanini

Le polemiche sulle ricadute nel quartiere

A sollevare forti perplessità sulle modalità con cui è stato gestito il post-sgombero è il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, che richiama l’attenzione sul cortocircuito della rete di assistenza cittadina:

«La chiusura del cantiere e la riqualificazione dell’area sono passaggi fondamentali per Tor Sapienza, ma non si può ignorare quanto accaduto il giorno dopo lo sgombero. Moltissime delle persone che vivevano in quel rudere si sono spostate nelle aree limitrofe, tra La Rustica e Tor Cervara. Bisognava attivare con fermezza la Sala Operativa Sociale per offrire percorsi d’accoglienza ed evitare che le fragilità venissero semplicemente trasferite a poche decine di metri di distanza».

Mentre i macchinari completano la recinzione del perimetro di via Tallone per avviare le demolizioni, il quadrante est si trova così a fare i conti con la sfida di sempre: coniugare la spinta verso la modernizzazione tecnologica con la tenuta sociale del territorio.

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