Troppi stabilimenti ancora chiedono il biglietto d’ingresso

Federico Rocca, consigliere comunale del PDL denuncia le violazioni della legge che consente il libero accesso alle spiagge
comunicato stampa - 13 Agosto 2008

"L’accesso in spiaggia è libero e gratuito, la legge Finanziaria del 2007, art. 1, c. 251 fa chiarezza in merito al diritto di accesso e prevede: “È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione anche al fine della balneazione. Questo purtroppo in molti casi non accade". Dichiara Federico Rocca Consigliere Comunale del PDL.
"Forse non tutti i cittadini conoscono questa legge – continua Rocca – e quindi in assoluta buona fede pagano un ingresso non dovuto, altri che lo sanno troppe volte trovano gestori che impongono il pagamento, ma è bene sapere che i gestori degli stabilimenti non possono pretendere il pagamento dell’ingresso da chi utilizza l’entrata dello stabilimento solo per accedere alla spiaggia e fare il bagno. Chi desidera entrare senza pagare il pedaggio ha il diritto di passare e raggiungere il mare per la via più breve. Questo indipendentemente dal fatto che altri accessi siano garantiti da spiagge libere limitrofe. La norma chiarisce anche che chiunque può fare il bagno dove preferisce, anche in corrispondenza di un lido privato, l’unico vincolo da rispettare valido sia per i bagnanti che per i gestori degli stabilimenti è quello di non intralciare i 5 metri di battigia che devono essere liberi per lasciare lo spazio ai mezzi di soccorso.
Altra nota dolente che si aggiunge a questa situazione che puntualmente ogni estate si ripete sono gli accessi per i disabili che devono essere assicurati fino alla battigia, se non ci sono è violata la legge 104 del 1992.
Per far rispettare queste norme ed i diritti negati a tanti cittadini, ritengo che sia opportuno utilizzare anche le Forze dell’Ordine e la Polizia Municipale impegnate in questi giorni in controlli capillari sul litorale romano per reprimere il commercio abusivo e altri tipi di reati. Negare il libero accesso o non avere strutture a norma per i diversamente abili – conclude Rocca – è un reato anche se non si vede palesemente, non fa notizia e non fa scalpore, queste sono quelle violazioni nascoste e silenzione, quindi al di là di quello che possa pensare qualcuno un reato e una privazione di un diritto che interessa migliaia di cittadini ci impone il dovere di intervenire poichè il mare è un bene comune, di tutti e per tutti e non solo di chi detiene legittimamente le concessioni demaniali".


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