28 aprile 2020 Giornata Mondiale Vittime Amianto

Benvenuti (Ecoitaliasolidale): "Chiediamo di sancire finalmente il primato della salute dei cittadini e della difesa dell'ambiente"
Redazione - 28 Aprile 2020

Oggi 28 Aprile 2020 è la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, e nonostante i tempi eccezionali che stiamo vivendo, la Città di Casale Monferrato, simbolo mondiale della Lotta all’Amianto non ha voluto rinunciare a celebrare l’anniversario.
Era il 28 gennaio 2005, quando durante il Forum Mondiale sull’Amianto a Porto Alegre, in Brasile, l’Abrea, Associazione Brasiliana degli Esposti all’Amianto, propose che il 28 Aprile, già Giornata Mondiale per le Vittime del Lavoro, diventasse una data dedicata specificatamente alle Vittime dell’Amianto. Vittime che continuano a essere mietute, in tutto il mondo, in nome di una visione che vede il valore economico più importante del valore delle vite umane.

“Si stima – dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale – in almeno 125 milioni i lavoratori nel mondo esposti all’amianto e circa 100.000 le morti causate ogni anno (stime OMS), di cui circa 6.000 solo in Italia. Eppure ancora oggi sul pianeta permane l’uso di oltre due milioni di tonnellate di amianto ed in Russia e in Cina, ad esempio, lo si continua a produrre. “Secondo l’Osservatorio nazionale amianto, il mesotelioma, provoca in Italia circa 1.800 morti all’anno, cui vanno aggiunti decessi causati dai tumori polmonari per amianto, per un totale che supera 6mila vittime all’anno solo nel nostro Paese”. È necessario e con la massima urgenza passare dalle parole ai fatti concreti per impedire ulteriori danni e perdite di vite umane per il dramma della presenza dell’amianto nel nostro Paese”.

Il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate è previsto tra il 2025 e il 2030 e poi inizierà una lenta decrescita. In Italia, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 33 milioni compatto e 8 milioni friabile. Ci sono un milione di siti contaminati, di cui almeno 50mila industriali, e 40mila siti di interesse nazionale. L’ONA ha segnalato la presenza di amianto in 2.400 scuole (stima 2012), dato confermato dal CENSIS il 31.05.2014). Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 personale docente e non docente; 1.000 biblioteche ed edifici culturali e 250 ospedali. La nostra rete idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di tubature, rispetto ai 500.000 totali.

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“Ed intanto ancora alcune Regioni risultano inadempienti rispetto al Piano Amianto, a distanza di 28 anni dalla Legge 257 che prevedeva l’approvazione entro 180 giorni dalla sua pubblicazione. Un ritardo inaccettabile – prosegue Benvenuti – con alcune Regioni che risultano totalmente inadempienti. “Non è’ possibile proseguire con la consapevolezza della presenza di amianto, la certezza di un elevato livello di decessi e la totale inerzia da parte delle Istituzioni. Chiediamo pertanto alle Regioni di rispettare gli impegni, ai Comuni di liberare immediatamente le scuole dalla presenza di amianto ed al Governo – prosegue Benvenuti – di adoperarsi per far rispettare le Leggi esistenti in materia e di prevedere concretamente incentivi per sostituire i tetti di amianto con i pannelli solari. Una proposta realizzabile, che vogliamo fare anche quest’anno in piena emergenza Coronavirus – conclude Benvenuti – perché si possa per il futuro realmente sancire il primato della salute dei cittadini e della difesa dell’ambiente”.

 


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