A Collatia, nel nome e nella memoria di Lucrezia

L'antica città è sepolta per sempre sotto il cemento delle complanari e dei quartieri moderni
Stefano Marinucci - 16 Aprile 2023

Il nostro reportage si conclude a Collatia, sepolta per sempre sotto il cemento delle complanari e dei quartieri moderni.

Gli autori desiderano ringraziare Abitare a Roma per il supporto, l’ospitalità e il sostegno durante tutto il viaggio.

Inoltre vogliamo ringraziare gli archeologi e gli studiosi che hanno consentito, grazie alle scoperte degli ultimi anni, una divulgazione scientifica così importante e capillare dei dati; il Museo Nazionale Romano nelle Terme di Diocleziano per la sezione dedicata ai popoli protostorici del Lazio.

Collatia, dal museo Terme Diocleziano

Edifici sopra Collatia

Collatia è stata identificata con il quartiere La Rustica, dove è stato ritrovato anche un tratto della via Collatina antica, nel parco Fabio Montagna.

Molto probabilmente un diverticolo del vecchio tracciato scendeva verso sud est, attraverso le propaggini della campagna romana, per raggiungere la città di Gabii.

Alcuni tratti meravigliosi della nostra via sono stati rinvenuti nel quartiere Ponte di Nona, perfettamente conservati.

I nostri appunti di viaggio saranno raccolti in un volume di prossima pubblicazione.

Non potevamo che chiudere questo percorso storico e culturale dedicando un componimento a Lucrezia, senza la quale la Res publica Romana non sarebbe mai esistita.

Senza entrare nel merito delle dispute storiche sul personaggio, diciamo che la figura di Lucrezia, per la sua valenza simbolica, ha avuto ampia risonanza letteraria, pittorica e filosofica nel corso dei secoli. In fondo il suo gesto, così estremo e drammatico, è stato la causa della cacciata dell’ultimo re, il superbus, cioè l’arrogante tiranno.

Quindi la fine della monarchica e l’istituzione della Repubblica. A lei, e ai paesaggi perduti, è dedicato il nostro viaggio.

 

Lucrezia, principessa collatina

Sembra sedurre un feroce silenzio

E nel gridare, gridare e gridare

Teme i bisogni, contrasta la notte

Corregge i popoli, rivede i riti

E ricorda i giorni fili lontani.

O grandi spiriti adatti a cercare

Vedete scorrere lacrime, ventre

Pieno di sangue, di lotte e di liti.

A chi ha usato magia per le sue mani

Risuonano gli occhi di canti e balli

A chi ha visto il fuoco del dio lucente

Non rimane che il vento delle valli

Di chi con la forza del miscredente

Uccise anima sacra di principi.

Lucrezia principessa di Collatia

Ha chiesto che questo gesto

Solchi la violenza, scavi la terra

Scenda nel fondo del fiume; reazione

Che senza vantare, senza l’eterno

Commercio, finisca profonda

Liberando la patria dal tiranno.

 

Stefano Marinucci

Serenella

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