A piedi dentro e attorno al parco di Aguzzano

Da Pietralata al grande parco urbano
Vincenzo Luciani - 28 Giugno 2020

Oggi 28 giugno 2020 la camminata è stata lunga, 3 ore e 15, ma come direbbe mio fratello Costanzo Luciano detto Antonio mi sono fatto felice, percorrendo il parco di Aguzzano in lungo e in largo immergendomi nella natura, godendo del sole e dell’ombra degli alberi lungo i viali odorosi del parco ed anche lungo le strade che ho attraversato.

In copertina nelle immagini-appunti che sono solito pubblicare su facebook in copertina c’è la mia faccia. Infatti io (e mio figlio Enzo) la faccia ce la mettiamo sempre negli articoli che pubblichiamo.

Io ci metto anche i piedi, perché mi piace conoscere a fondo i luoghi e le persone, e il metodo migliore resta quello di andare sul posto.Perché solo così, faticando, si conoscono e si capiscono meglio le cose e gli umori delle persone.

Dar Ciriola asporto

Ed eccomi lungo l’itinerario da Pietralata: via dell’Acqua Marcia, via Castel Boverano, via delle Messi d’Oro, Ponte Mammolo (con rituale saluto all’Aniene), via Furio Cicogna (attraversando l’omonimo parchetto; anche al ritorno), via Ciciliano.

Ed eccomi in via Casal de’ Pazzi che dà nome al quartiere.

La targa della via è avvolta da un bellissimo fico, un altro fico pende e si allunga sul marciapiede e in strada (una potatina?).

Anche l’edificio Terna dal mio punto di vista appare vestito di vegetazione.

Su un condominio con balconi rotondi si allungano intanto deliziosamente ombre di un sole mattutino già molto vigoroso.

Entro nel parco di Aguzzano dalla via che ospita la Biblioteca Giovenale e mi godo la bellezza degli orti urbani ed i viali ombrosi e con siepi fiorite.

Passo dalla sede del mercato agricolo biologico e costeggiando il mercato di Casal de’ Pazzi giungo in via Schopenhauer.

Le vie dei filosofi

Molte delle vie di Casal de’ Pazzi sono dedicate ai filosofi. Ne approfitto per un ripassone di filosofia e mi accorgo che molte delle mie conoscenze (la vecchiaia è una carogna!) si riempiono di dubbi e i neuroni purtroppo muoiono e vanno rigenerati.

Non posso non fotografare questo incrocio via Marx (“proletari di tutto il mondo unitevi!”)-via Hegel (“Il cielo stellato sopra di me la legge morale dentro di me”), opposti come le loro teorie e da qui svolto in via Locke (il teorico del liberalismo) e poi via Casale Vecchio di Aguzzano.

Nella salita, e m’imbatto in un oliveto e poi in cima nella sede dell’Ordine dei Canonici Regolari della Santa Croce.

Scatto qualche foto invidiosa, mi piacerebbe per qualche tempo di fare il canonico. Inquadro un casale abbandonato e in rovina.

Forse il Casale Vecchio di Aguzzano, la cui strada alberato in lieve discesa mi conduce nella trafficata via Nomentana con i suoi straordinari e longevi pini.

L’odore straordinario di una composizione arborea (Melograno, ligustro, fiore dell’Angelo) mi invita a sostare per una foto e a sniffare gli aromi e bearmi dei colori.

Sono in via Nomentana che percorro con cautela (non ci sono marciapiedi in questo punto), passo davanti alla sede del Centro Anziani Cecchina Aguzzano.

Purtroppo chiuso, almeno fino al 30 giugno (come da ordinanza della Sindaca).

Di fronte si apre lo splendore di un giardino condominiale con due bellissime agavi, circondate da un esplosione di fiori dell’Angelo e di oleandri.

Sul lato sinistro i fabbricati bassi e senza pregio del mercato Talenti, oggi chiuso.

Poco più avanti incrocio via Luigi Pirandello, una viuzza per un così grande scrittore e drammaturgo.

Più avanti al commediografo Diego Fabbri è andata decisamente meglio con un bel viale a lui dedicato.

Da via Podere Rosa nel Parco di Aguzzano

Arrivo in Casale di San Basilio che parte da via Tiburtina e che, superata via Nomentana, continua dritto per dritto con via Casal Boccone (Allangolo della via il cippo miliario della via Nomentana).

Da qui torno indietro e, avendo adocchiato prima un bar pasticceria molto bello e dal nome invitante “Soleluna” mi fermo per sorbire un caffè; molto buono, servito da una gentile giovane (dall’accento si direbbe rumena). Il dehors estremamente ben curato mi invita a sedermi, ma resisto. C’è ancora molta strada da fare.

Scelgo di rientrare nel parco di Aguzzano da via del Podere Rosa, una via che ho percorso per intero, in discesa.

Le case sono contornate da piante ornamentali e da frutto e da orticelli e munita di provvide fontanelle pubbliche.

Mi sbizzarrisco a fotografare, conquistato dall’armonia e dalla pulizia di case che non ostentano ricchezza fatua ma piacere di abitare in armonia con la natura.

Anche una cancellata un po’ presuntuosa con i suoi leoncini bianchi non incute timore e mi strappa un sorriso.

Nel parco all’altezza di via Leibniz incontro i volontari di Insieme per l’Aniene che puliscono con strumenti inadeguati ma con tanta buona volontà una parte del Parco.

Adocchio numerose piante di finocchietto selvatico e ne raccolgo un po’ per me e per mia moglie Rosa

Poi mi reimmergo nel parco e raggiungo Casale Alba due e poi da via Paternò di Sessa, attraverso via Casal de’ Pazzi e da via Palombini arrivo di nuovo nel parco Cicogna.

Qui scatto una nostalgica e indignata foto che ritrae il parchetto giochi per bimbi invaso da erbacce e inagibile.

Poveri bambini di periferia, quanto hanno sofferto in questi mesi e quanta disattenzione da parte delle istituzioni!

Tra una decina di minuti sarò di nuovo a casa e pregusto il meritato ristoro e riposo del guerriero veterano.

 

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