Abate e ladro – De Luca e Napoleone – L’Asl dei topi

Fatti e misfatti di novembre 2015
Mario Relandini - 12 Novembre 2015

Abate e ladro

“A monsignor Pietro Vittorelli – ex abate di Montecassino – la Magistratura ha fatto “tana”: gli ha scoperto 500 mila euro nel suo conto corrente personale, quattro appartamenti di proprietà, uso di ecstasy, numerosi viaggi in Brasile (da accertarsi per fare che cosa), cene con ostriche e champagne in lussuosi ristoranti di Londra e di Milano, soggiorni da sceicco in giro per il mondo, ma – ecco il punto – con soldi sottratti, a più riprese, dai fondi che la Santa sede alimenta per l’assistenza ai bisognosi e per le opere di carità”.

C’è sicuramente da presumere che a San Benedetto da Norcia, fondatore dell’Abazia nel 529, stiano prudendo le mani. Come staranno prudendo a quel Papa Francesco il quale sta coraggiosamente lottando per “ripulire” la Chiesa. Con l’augurio che il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, non si stranisca invece con la Magistratura, così come si è stranito con gli autori dei due libri che hanno scoperchiato molte pentole diaboliche Oltretevere, per avere fatto emergere un altro episodio per niente edificante. E si convinca, finalmente, che “oportet ut scandala eveniant”. Proprio per “ripulire” la Chiesa.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

De Luca e Napoleone

“Io – ha proclamato, in una intervista al “Mattino” di Napoli, il forse Governatore della Campania, Vincenzo De Luca – io sono la Regione”.

Sembra che uno dei collaboratori del giornale abbia esclamato: “Sì e io sono Napoleone”.

L’Asl dei topi

“I dipendenti di un ufficio – a Nola – stanno denunciando inutilmente da tempo, ai responsabili della Asl Napoli 3, le scarse condizioni igieniche del loro posto di lavoro. E, quando ieri mattina hanno trovato escrementi di topi addirittura sulle scrivanie, hanno incrociato le braccia”.

In quale ufficio tutto ciò sta avvenendo? Proprio in uno degli uffici della Asl Napoli 3, il distretto sanitario che, tra l’altro, è a poche decine di metri dall’ospedale civile. Da non credere, se Nola non fosse in Italia.


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