Abbattuto il gigante “ecomostro”, stanno nascendo 25 “ecomostricciattoli” – Dignità cercasi

Fatti e misfatti di settembre 2013

Abbattuto il gigante “ecomostro”, stanno nascendo 25 “ecomostricciattoli”

“Venticinque villette per “vip” – è stato scoperto – sono state già costruite o sono in costruzione a pochi metri di distanza da quell’ “ecomostro” demolito finalmente, dopo vent’anni di battaglie, in quella località siciliana Scala dei turchi che è in predicato per diventare patrimonio dell’Unesco”.

Ma come è possibile che, abbattuto quell’orribile “ecomostro”, siano alcuni già sorti e altri in costruzione ben 25 “ecomostricciattoli”? L’Italia del “tutto possibile”, signora mia. Perchè i 25 “ecomostricciattoli” hanno incredibilmente avuto tutti i permessi dal Comune di Realmonte e, perfino, della Soprintendenza ai Beni ambientali e culturali di Agrigento. Non solo: perché, a dirigere i lavori del nuovo scempio a Scala dei turchi, è nientemeno quel Giuseppe Farruggia il quale, quando in Giunta fu approvato – per modo di dire chissà come – il progetto di lottizzazione, rivestiva la carica di sindaco di Realmonte. Ora, però, qualcuno si è giustamente irritato e, così, la Procura di Agrigento ha deciso di vederci chiaro e ha cominciato ad indagare. Mettendo una grande paura, intanto, a quella Soprintendenza la quale, dopo avere a suo tempo concesso il suo “nulla osta” ai lavori, si è ora affrettata a bloccare i permessi e ha così fermato, di fatto, i lavori. Ma, se poi si va a “cliccare” su internet, di questi “ecomostricciattoli” si continua sempre a trovare una sfacciata pubblicità. Sì, purtroppo, l’ Italia del “tutto possibile”.

Dignità cercasi

“Se la “Costa Concordia” è andata a sbattere contro gli scogli dell’Isola del Giglio – ha insistito, durante la prima udienza a suo carico, davanti ai giudici del Tribunale di Grosseto, l’ex comandante Francesco Schettino – la colpa è stata del timoniere il quale “non mise la nave a sinistra””.

Può darsi pure che il timoniere non avesse messo “la nave a sinistra” (saranno prima i periti, poi i giudici a stabilirlo), ma è stato già appurato tecnicamente che, anche con questa ultima tardiva manovra, la “Costa Concordia” sarebbe andata a sbattere ugualmente, con violenza, contro gli scogli dell’Isola del Giglio. Non solo: ma anche il fatto che il comandante Schettino se la sia svignata dalla nave prima che tutti i passeggeri fossero stati messi in salvo è stata colpa del timoniere? E’ stato il timoniere, insomma, il quale lo ha spinto giù, in un canotto, indirizzandolo in salvo su un vicino scoglio? E il quale, poi, lo ha indotto a non ubbidire alla Capitaneria di porto che gli imponeva, giustamente, di risalire a bordo? Ora che i sommozzatori hanno ripreso a scandagliare all’interno e al di sotto della raddrizzata “Costa Concordia”, per cercare di recuperare i corpi di due vittime ancora dispersi, cerchino anche di recuparare, se possono, la dignità di quel comandante Schettino il quale dovrebbe averla persa, quella tragica sera, nel mare dell’Isola del Giglio.


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