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Appello alla Sindaca, ai politici e ai cittadini dal Caat di via Giacomini

"Non si risolve l'emergenza abitativa con un'altra emergenza abitativa peggiore", il grido d'allarme delle 36 famiglie ospitate all'Ardeatino

Siamo ospiti presso il CAAT (Centro di accoglienza temporanea) Valerio Giacomini (zona Ardeatina) da ormai circa 8 otto anni, dopo che Roma capitale ha certificato il nostro diritto di accesso agli strumenti per contenere l’emergenza abitativa.

Nell’arco di questo tempo siamo riusciti a creare un clima di concordia e di buone relazioni sia fra di noi che con il vicinato, smentendo lo stereotipo che vuole i residence, tutti, sentina di illegalità e degrado. Da noi non è così; non lo è mai stato.

caat-giacominiSin dal primo giorno abbiamo chiesto e ottenuto da Roma capitale che le utenze fossero a nostro carico, così da non pesare ancora più sull’erario. Inoltre, durante i primi anni, abbiamo versato alle casse del Comune circa 70 mila euro come contributo ai servizi. Quelli versati in eccesso non ci sono mai stati restituiti, nonostante le sollecitazioni esercitate dalla Tesoreria comunale nei confronti del Dipartimento delle Politiche Abitative.
Inoltre, in più occasioni, abbiamo chiesto alle autorità di trovare soluzioni serie per uscire dall’emergenza abitativa. Tra queste, quella di diventare assegnatari di immobili comunali in disuso per ristrutturarli a nostre spese. Nessuna risposta ci è mai stata fornita.

Il nostro vivere in maniera dignitosa e civile viene d’improvviso messo a serio rischio. Le cause: decisioni illogiche e tiranniche.
Ci è stato imposto un trasferimento presso altri residence – noti per il loro degrado – da compiere entro 12 giorni, pena lo sgombro forzoso e la decadenza dai benefici per l’emergenza abitativa. Se il criterio di Roma capitale per risparmiare sulle spese di base è corretto, le scelte e le modalità sono invece scellerate. Si getta via il classico bambino con l’acqua sporca. Si elimina una realtà consolidata di quieto vivere e di civile radicamento sul territorio per ingrossare le realtà di degrado presenti negli altri residence.
L’emergenza abitativa non si combatte con un’altra emergenza abitativa ancora peggiore.
Se dobbiamo essere trasferiti sentiamo di avere il diritto a una soluzione di stabilità e di civiltà, e che non sia – come lo è stata fino a oggi – di tipo vessatorio.
Chiediamo pertanto al Sindaco di Roma capitale di bloccare il nostro allontanamento dal CAAT Valerio Giacomini e di terminare questa politica vessatoria nei nostri confronti. Affinché ciò avvenga, chiediamo ai politici e ai cittadini di Roma di sottoscrivere questo appello. Vi ringrazio a nome di tutte e 36 le famiglie.

T. B.


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