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Appia Antica, è scontro sui cordoli del GRAB. VeloLove difende il progetto «sicurezza prima di tutto»

Dopo le polemiche sull'installazione delle protezioni lungo la ciclovia, il vicepresidente Renato Scattarella replica alle critiche:

Le polemiche non si placano. Dopo giorni di acceso dibattito sui nuovi cordoli installati lungo il tratto dell’Appia Antica interessato dal GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette, arriva la presa di posizione di VeloLove, l’associazione che dieci anni fa ha ideato il progetto.

A intervenire è il vicepresidente Renato Scattarella, che difende la scelta delle protezioni fisiche e rilancia il tema della sicurezza di pedoni e ciclisti, denunciando un clima di crescente ostilità nei confronti della mobilità sostenibile.

Secondo l’associazione, le critiche rivolte all’intervento rischiano di alimentare una narrazione distorta, nella quale ogni opera destinata a favorire gli spostamenti in bicicletta o a piedi viene percepita come un ostacolo anziché come un’opportunità per migliorare la qualità dello spazio pubblico. «Quello a cui stiamo assistendo è un crescendo preoccupante di ostilità verso qualsiasi intervento che promuova la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale», afferma Scattarella. «Pedoni e ciclisti finiscono per essere raccontati come un problema, quando invece sono cittadini che hanno il diritto di muoversi in sicurezza».

Al centro della discussione ci sono i cordoli posizionati lungo uno dei tratti più delicati dell’Appia Antica, una strada di straordinario valore storico e archeologico che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Per alcuni rappresentano un elemento invasivo, incompatibile con il contesto monumentale. Per VeloLove, invece, costituiscono una risposta concreta a una criticità che per anni è rimasta irrisolta.

«Si parla di “scempio” osserva il vicepresidente dell’associazionema il vero scempio è aver accettato per decenni che pedoni e ciclisti percorressero questo tratto con le automobili che sfrecciavano a pochi centimetri di distanza, senza alcuna protezione. Garantire condizioni di sicurezza su una strada patrimonio dell’umanità significa valorizzarla, non deturparla».

L’associazione ricorda come il GRAB non sia nato da una decisione improvvisata, ma sia il risultato di un lungo percorso condiviso con amministrazioni, associazioni e cittadini. L’obiettivo è quello di creare un itinerario ciclabile capace di collegare parchi, ville storiche, aree archeologiche e quartieri della Capitale, offrendo una modalità diversa di vivere Roma.

«Il GRAB non è una battaglia contro l’automobile e non mette in discussione il diritto di utilizzare altri mezzi di trasporto», sottolinea Scattarella. «Al contrario, amplia le possibilità di scelta. Una città moderna è quella che permette a bambini, anziani, famiglie, persone con disabilità e ciclisti di condividere gli spazi pubblici in condizioni di sicurezza, senza dover convivere con la paura del traffico».

Nel suo intervento VeloLove richiama anche il dibattito internazionale sulla mobilità urbana. Mentre istituzioni europee, organismi scientifici e amministrazioni di molte città investono in infrastrutture dedicate alla mobilità dolce e nella riduzione della velocità dei veicoli, a Roma ogni cambiamento continua a suscitare forti resistenze.

Per l’associazione, però, tutela del patrimonio storico e innovazione non sono concetti incompatibili. Anzi, proteggere chi cammina e chi pedala significa anche restituire valore ai luoghi simbolo della città.

Da qui il sostegno a tutte le misure considerate efficaci per ridurre l’incidentalità: dalle Zone 30 alla moderazione del traffico, passando per infrastrutture ciclabili protette e percorsi dedicati. «Ogni intervento che abbassa il rischio sulle strade significa meno incidenti e una maggiore sicurezza per tutti. La sicurezza non può essere considerata un privilegio, ma un diritto», ribadisce Scattarella.

Lo sguardo è già rivolto al prossimo Appia Day, in programma il 3 e 4 ottobre, quando centinaia di cittadini attraverseranno a piedi e in bicicletta il tratto che dal Colosseo conduce fino alla Villa dei Quintili.

Per VeloLove sarà molto più di una manifestazione: rappresenterà il simbolo di una diversa idea di città, capace di coniugare tutela del patrimonio, sicurezza e qualità della vita. Una risposta sul campo alle polemiche degli ultimi giorni e, nelle intenzioni degli organizzatori, la dimostrazione che il futuro della Capitale passa anche dalla possibilità di restituire gli spazi pubblici alle persone.

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