

A meno di un anno dalle elezioni amministrative facciamo il punto con Presidente del V Municipio
Nella primavera 2027 si svolgeranno le elezioni amministrative a Roma, in cui i cittadini saranno chiamati a confermare o rinnovare sia la Giunta comunale che le amministrazioni dei 15 municipi. A meno di un anno dall’appuntamento elettorale, questo mese abbiamo fatto il punto con il Presidente del V Municipio Mauro Caliste.
Presidente Caliste, tra poco meno di 6 mesi saremo ufficialmente in campagna elettorale e voi amministratori sarete chiamati a chiedere una riconferma agli elettori. Quali sono le parole chiave che userete per descrivere i successi realizzati e quelli in sospeso su cui chiederete la fiducia per continuare il lavoro in corso d’opera?
Direi che le parole chiave sono lavoro, cura e continuità. In questi anni abbiamo cercato di essere presenti, ascoltare il territorio e dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini.
Molto è stato fatto, ma molto è ancora in corso e c’è ancora tanto da fare. Per questo credo che la parola più importante sia continuità: portare avanti il lavoro iniziato, completare ciò che è in corso e affrontare le nuove sfide con lo stesso impegno. In definitiva, continuare sulla strada giusta, con concretezza, ascolto e attenzione al territorio.
Partiamo dall’attualità: anche quest’anno abbiamo assistito ad un’estate estremamente calda. I rilievi termici a Piazza dei Gerani e a Centocelle mostrano temperature estive altissime per colpa dell’asfalto. Avete in programma interventi di desigillatura (depaving) per far respirare il suolo? Inoltre, strettamente legato al contrasto dei livelli estremi di calore, è centrale a Roma il tema delle alberature e del verde pubblico. Nello specifico, i grandi alberi sono la nostra prima difesa dal caldo, ma spesso soffrono per potature aggressive o mancanza di cura. Quali azioni concrete prevede il Municipio per proteggere il verde adulto e far reggere le nuove piantumazioni?
Come Giunta municipale stiamo portando avanti un gran lavoro assieme all’Ufficio Clima di Roma Capitale, proprio per introdurre azioni di adattamento climatico. Abbiamo condotto ricerche al fianco di università pubbliche proprio per individuare le aree maggiormente critiche, dove realizzare interventi. Il rifugio fito-bioclimatico di Centocelle ne è un esempio, ma anche il bosco urbano del Pigneto – il primo realizzato secondo la Strategia di adattamento climatico – ne è un altro.
Sul sito di Roma Capitale sono indicate le aree dove sono stati già conclusi interventi di depavimentazione, volti a restituire permeabilità al suolo; nel Municipio V siamo a poco meno di 20.000 metri quadrati di aree depavimentati tra Giardino Galafati, parco Almagià, via degli Olmi, parco Madre Teresa di Calcutta e parco archeologico di Centocelle.
Sul fronte degli alberi, invece, in questi anni abbiamo messo a dimora circa 2.000 alberi, regolarmente manutenuti dal Servizio giardini e dalle ditte. Al di là della narrazione social secondo cui questi alberi sono abbandonati, il tasso di mancato attecchimento è pienamente nella norma, nonostante estati sempre più estreme. Nei prossimi giorni, insieme all’assessore al verde pubblico Edoardo Annucci, annunceremo un piano per il prossimo inverno che prevede la piantumazione di ulteriori 1.500 alberi nelle aree – mappate questa estate – dove da troppi anni sono presenti tazze vuote o ceppaie.
Parliamo del sistema idrico e fognario del territorio. Abbiamo documentato decine di caditoie del Municipio totalmente tombate e ostruite da tempo. C’è un piano di pulizia straordinaria e di spurgo dei pozzetti prima dell’arrivo delle piogge autunnali? E per quanto riguarda la gestione dei ristagni di acqua corrente, qual è lo stato delle condotte di scarico di zona e come pensate di risolvere gli accumuli localizzati che in alcuni casi creano dei ristagni permanenti sulle strade?
Riguardo la tema pulizie caditoie, per ogni strada oggetto d’interventi di manutenzione straordinaria vengono pulite le caditoie e laddove si riscontrano problemi strutturali vengono inclusi nell’opera di rifacimento. Parallelamente e periodicamente si predispone un piano di pulizie a partire dalle situazioni storicamente più critiche e dalle segnalazioni. Rispetto agli ultimi fenomeni temporaleschi va specificato che le piogge di questo periodo hanno un a natura anomala e che per far fronte a questa nuova esigenza servirebbero degli impianti di natura completamente diversi. Anche se non visibili il municipio è attraversato da una serie di fossi che non hanno più la stessa funzione e portata idraulica degli anni precedenti, pertanto andranno previste delle opere idrauliche, lungo tutta il fosso, con l’inserimento di vasche di laminazione per contenere gli enormi flussi di pioggia che si riversano in poco tempo sul terreno, a questo andranno affiancate opere di depavimentazione per aumentare le superfici permeabili.
Per rimanere in tema di verde pubblico nell’affrontare le temperature estreme, come si pensa di collegare i grandi parchi (Mistica, Centocelle, Villa De Sanctis) ai quartieri più cementificati come Tor Pignattara e Pigneto per far circolare l’aria e abbassare le temperature?
Appena insediati abbiamo definito insieme alla Sapienza la cosiddetta “Corona verde”, uno strumento di programmazione utile per definire connessioni ed evitare che gli spazi verde del territorio risultino qualcosa di scollegato tra loro. Il verde – tenuto conto della sua funzione ecologica – rientra dentro uno schema più ampio, oggetto di un Piano investimenti municipale che ogni anno rinnoviamo con sempre più risorse. Il collegamento tra Mistica e Tor Tre Teste, tra le aree archeologiche (Pac, De Sanctis e Gordiani) rientra esattamente in questo percorso. Ci troviamo nel quadrante più densamente popolato della città, dove per troppi anni è prevalso il consumo di suolo; oggi la tendenza è completamente differente, il verde pubblico pro-capite aumenta in modo esponenziale, grazie a espropri, acquisizioni e cessioni. Basti pensare alle aree private o di Cassa depositi e prestiti attorno al parco archeologico di Centocelle. Anche l’operazione dell’ex Borghetto degli artigiani, bene confiscato alla criminalità organizzata, va esattamente in questa direzione: nel quadrante con meno verde pubblico pro-capite andiamo a realizzare un nuovo parco pubblico, a cui si aggiunge la realizzazione di una piazza-verde a largo Perestrello e il percorso avviato per l’ex Snia.
Per finire sul tema del verde pubblico, una domanda su due parchi del territorio: a) Parco Montagna alla Rustica: nonostante una buona sistemazione dell’area interna al parco, spesso bisogna attendere mesi prima che la parte esterna del parco venga pulita dalle piante infestanti che vanno ad invadere marciapiedi e pista ciclabile. Nella stessa area, molti cittadini chiedono notizie anche delle aree cani in via Turano, chiuse da mesi in attesa di essere messe in sicurezza. Ci può dare qualche dettaglio sulle competenze in merito a quest’area? b) Parco di Centocelle: come mai in fase di progettazione non si è scelto di valorizzare la storia dei Fratelli Wright con il loro storico volo e invece si è preferito un playground che poteva essere posizionato in un altro punto del parco?
Il parco Montagna rientra nel punto verde qualità, in gestione alla limitrofa piscina. Non condividiamo il modo in cui – venti anni fa – questi progetti sono stati definiti; in più occasioni abbiamo chiesto a Polizia locale di intervenire affinché venisse rispettata la convenzione. Sappiamo che c’è un contenzioso aperto per la restituzione delle aree comuni all’Amministrazione centrale. L’area cani di via Turano rientra nello stesso schema, come anche i locali limitrofi.
In realtà la storia dei fratelli Wright al parco archeologico di Centocelle, prima nota solo ai più attenti, è valorizzata in due modi: un’area giochi che rievoca con un aeroplanino il passato e poi, cosa più importante, un pannello esplicativo con QR code, collocato subito dopo la piazza.
Il playground si trova al di sopra dell’ex pista proprio per evitare nuovo consumo di suolo. La pista che noi conosciamo oggi, in realtà, non è quella storica dei fratelli Wright, è una colata di cemento degli anni 70 priva di valore storico. La scelta è ricaduta su quello spazio proprio per non impattare dal punto di vista ambientale su altri versanti del parco.
Parliamo di cultura: quali eventi culturali pubblici di rilievo ha introdotto il municipio in questi anni e qual è stata la risposta del territorio? E, parlando di strutture ad uso culturale, perché non si è pensato di sostituire la struttura del Tendastrisce (distrutta da un incendio) con una nuova struttura?
La cultura è sicuramente uno dei settori sui quali abbiamo investito maggiormente in questi anni, e credo che i numeri aiutino a raccontarlo.
Secondo i dati ACoS, le manifestazioni culturali realizzate dal Municipio V sono passate dalle 131 del 2019 alle 278 del 2024: una crescita di circa il 112%. Nel 2023 e nel 2024, inoltre, il Municipio V è risultato il Municipio di Roma con il maggior numero di manifestazioni culturali realizzate.
Ma per noi non è solo una questione di numeri. Abbiamo cercato di portare la cultura nei quartieri, nelle scuole, negli spazi pubblici, coinvolgendo associazioni, artisti e realtà del territorio. Penso a Roma oltre Roma, alle iniziative musicali, alle attività per bambini e ragazzi e ai tanti appuntamenti costruiti nei diversi quartieri del Municipio.
La risposta del territorio è stata importante: abbiamo visto crescere la partecipazione e, soprattutto, la collaborazione con le realtà culturali locali. È questo forse l’aspetto che ci interessa di più: costruire un’offerta culturale non calata dall’alto, ma che nasca anche dalle energie e dalle esigenze del territorio.
Naturalmente aspettiamo i nuovi dati ACoS, che ci permetteranno di avere un quadro aggiornato e di capire se abbiamo confermato questo trend. Credo che la strada sia quella giusta: continuare a investire nella cultura come strumento di partecipazione, di socialità e di valorizzazione dei nostri quartieri.
Sul Tendastrisce le chiacchiere stanno a zero. Quello spazio era abbandonato da più di dieci anni, totalmente privo di qualsiasi certificazione e possibilità di riutilizzo. Abbiamo fatto quello che andava fatto, cioè verificare le responsabilità dell’ex gestore e imputargli i costi dell’intervento di risanamento. Quello spazio, che risulta a verde pubblico, oggi rientra in varie ipotesi progettuali che mirano ad assegnargli una nuova funzione e utilità per quel quadrante.
In tema di riqualificazione delle aree urbane, cosa ci può dire sulla tutela e la valorizzazione definitiva dell’area ex Snia Viscosa e di altre realtà del territorio? Quali sono le situazioni dove l’amministrazione può operare delle effettive azioni di riqualificazione urbana?
Sull’ex Snia è stato definito un percorso chiaro, che vede concorde l’Amministrazione capitolina, l’Amministrazione municipale e i comitati di zona sul futuro di quell’area. In questi anni sono stati fatti importanti passi avanti affinché questo spazio possa essere riunito al parco delle Energie e al Monumento naturale dell’ex Snia, prevedendo spazi per servizi di interesse locale.
Le riqualificazioni che stiamo conducendo sono molteplici, alcune già concluse – come via Anagni, dove in un’area dove era prevista la realizzazione di un parcheggio abbiamo realizzato un nuovo parco pubblico – e altre in progettazione, largo Perestrello ed ex Borghetto degli artigiani tra tutte.
Una domanda sugli impianti sportivi: Perché dopo tante promesse fatte (l’ultima dall’Assessore Onorato a settembre 2024) non si riesce ancora ad avviare la ristrutturazione della pista di atletica dell’impianto Nori, l’unica di questo livello esistente in tutta Roma est? Inoltre, ci può dire se è allo studio l’ipotesi di costruzione di un palazzetto dello sport sul territorio municipale?
Ringraziamo l’Assessore Onorato per l’attenzione che ha dedicato alla riqualificazione della pista di atletica dell’impianto Nori e per il lavoro svolto affinché l’intervento possa finalmente concretizzarsi. Le risorse necessarie rientrano negli interventi sostenuti da Sport e Salute, con fondi di provenienza statale, e gli stanziamenti inizialmente previsti sono stati incrementati. Si tratta di un risultato importante, che consente di guardare con maggiore concretezza alla possibilità di avviare la ristrutturazione di un impianto fondamentale per il quadrante est della città e per tutto il territorio municipale. Come Municipio continueremo a seguire con attenzione l’iter, vigilando affinché le risorse stanziate si traducano nel più breve tempo possibile nell’avvio dei lavori. La pista del Nori rappresenta infatti una struttura sportiva di grande valore, che merita di essere restituita pienamente alla cittadinanza e agli atleti.
Per quanto riguarda invece l’ipotesi della realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport sul territorio municipale, allo stato attuale non ci risulta che sia in corso uno specifico progetto in tal senso. Naturalmente riteniamo importante continuare a lavorare per ampliare e qualificare l’offerta di impianti sportivi del territorio, valutando le opportunità che potranno presentarsi anche in futuro.
Spostandoci in ambito sociale, nel suo vasto territorio di competenza convivono molte etnie differenti di prima e seconda generazione, cosa si può fare per aumentare il grado di integrazione interculturale? E che aggiornamenti ci può dare sulla costruzione della nuova moschea a Centocelle?
Credo che l’integrazione parta innanzitutto da una parola: conoscersi. Il Municipio V è un territorio molto ricco e plurale, dove convivono persone con storie, culture e origini diverse. Il nostro compito è creare occasioni perché queste comunità non vivano semplicemente una accanto all’altra, ma possano incontrarsi, dialogare e partecipare alla vita del territorio.
Lo facciamo attraverso i servizi sociali, il sostegno alle persone più fragili, le iniziative culturali e interculturali e il rapporto diretto con le associazioni e le comunità presenti sul territorio. Penso, ad esempio, alle attività di orientamento dedicate ai cittadini migranti e alle iniziative che utilizzano cultura, sport e socialità come strumenti di incontro.
Quanto alla moschea di Centocelle, è una vicenda che stiamo seguendo con attenzione e sulla quale credo sia importante mantenere un approccio molto sereno e rispettoso delle regole. Come Municipio continueremo a fare tutti i controlli di nostra competenza, esattamente come facciamo per ogni altro progetto.
E, più in generale, penso che il modo migliore per costruire una comunità più coesa sia continuare a creare occasioni di dialogo e partecipazione. È attraverso la conoscenza reciproca che le differenze possono diventare una ricchezza per il territorio.
Parliamo di commercio: sarà sicuramente al corrente dello stato di degrado, pericolo igienico sanitario e sicurezza esterna al mercato di viale della Primavera, dove da oltre 5 anni è ferma la scala mobile e nonostante un finanziamento avuto grazie ad un emendamento al Bilancio 2025 risulterebbe riparata da oltre 4 mesi ma purtroppo non ancora entrata in funzione, per non parlare poi del mercatino abusivo di materiale proveniente dal rovistaggio, dei mezzi di trasporto degli ambulanti in sosta vietata, degli alberi mai potati e che si stanno rischiando di perdere. Come pensa di intervenire nel breve tempo che rimane alla fine della consiliatura per riqualificare la struttura?
Un tappeto della scala mobile è in riparazione con il finanziamento citato e sono in corso le verifiche del caso, a breve verrà lanciata la gara dei fondi vinti con il bando regionale per l’inizio delle attività manutentive del secondo tappeto. È un tema che conosciamo bene e sul quale c’è un’attenzione costante. La Polizia Locale è presente e c’è una buona collaborazione tra il Municipio, gli uffici e tutti i soggetti competenti. È un lavoro che richiede continuità e che non si esaurisce con un singolo intervento.
Per quanto riguarda il mercatino abusivo e la presenza dei mezzi degli ambulanti, continueremo a lavorare sul fronte dei controlli e del rispetto delle regole, cercando di intervenire non soltanto sull’emergenza, ma anche sulle condizioni che permettono a queste situazioni di ripresentarsi.
Tor Tre Teste: Nel quartiere la percezione popolare dei residenti è di un generale peggioramento della sicurezza nel quartiere e nella sua cura sia del verde che dello spazzamento. Ad oggi non è presente una area cani (forse tra i pochi quartieri a Roma). Inoltre, dalla sua nascita continua a non avere un collegamento diretto di trasporto pubblico a Ponte Mammolo (il 556 compie un tragitto incredibilmente lungo). Cosa pensa di fare l’amministrazione per dare una svolta a questo livello di percezione da parte dei residenti?
Tor Tre Teste è vittima dello stesso problema degli altri quartieri: il verde pubblico per un ventennio è stato inteso come un problema, non come una risorsa. Gli investimenti sono stati zero e le manutenzioni carenti. Da quando insediati abbiamo lavorato per implementare le manutenzioni ordinarie e per sostenere interventi straordinari di riqualificazione; ad oggi abbiamo concluso 32 riqualificazioni, sono in corso cantieri in 3 aree verdi e sono in fase di progettazione ben 6 spazi. Tor Tre Teste rientra proprio tra questi 6, il quartiere non ha una piazza e per questa ragione – come già reso noto – trasformeremo largo Olcese in una piazza-verde a disposizione del quartiere, in connessione con le scuole e con la biblioteca. Anche questo sarà un luogo dove verranno attuati tutti gli obiettivi della Strategia capitolina di adattamento climatico. Per l’area cani, compatibilmente con i vincoli, il Dipartimento tutela ambientale ci sta lavorando. Continueremo a lavorare affinché la manutenzione ordinaria e straordinaria possa aumentare sempre di più.
Con l’avvento della nuova tramvia Cinecittà/Mammolo tutto il trasporto pubblico limitrofo verrà ripensato per rendere questa tramvia la direttrice più veloce e capiente (in termini di numero passeggeri) per un trasporto capillare alle tre linee metro che incontra, il trenino, i tram ecc. L’asse della tramvia sarà in priorità semaforica e in preferenziale rendendo questo collegamento più veloce di qualsiasi altro mezzo.
Parliamo di Casale Caletto, un quartiere che da poco è passato dal IV al V Municipio. Una problematica specifica che ci hanno segnalato riguarda via di Cervara: la strada risulta al limite dell’impraticabilità, è molto dissestata e vede il passaggio continuo di Tir. La scarsa illuminazione e l’assenza di marciapiedi la rendono pericolosa sia per i tanti pedoni che la percorrono sia per i veicoli diretti verso via Tiburtina. Quali interventi sono possibili per migliorare la situazione di collegamento del quartiere? È possibile, inoltre, ipotizzare un bus navetta diretto che colleghi direttamente il quartiere alla metro Rebibbia, senza dover utilizzare l’attuale linea 447 che risulta essere un collegamento troppo lungo?
I territori annessi con l’ultima delibera stanno progressivamente entrando nelle manutenzioni del municipio, è evidente che un piano di creazione di nuove infrastrutture come marciapiedi e illuminazione devono inevitabilmente rientrare in piani di finanziamento dedicati e straordinari e non con le economie ordinarie che sono in dotazione sul bilancio. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale con l’avvento della tramvia Togliatti ci saranno delle revisioni del servizio su gomma sempre puntando al criterio di interscambio fra i vari sistemi di mobilità.
Molti residenti ed esercenti lamentano ritardi e disagi legati ai cantieri di manutenzione stradale, alla gestione dei parcheggi e all’efficientamento dei trasporti locali nei quartieri da Pigneto a Centocelle fino alle periferie più esterne. Come risponde a chi ritiene che sia con i fondi di bilancio che quelli PNRR per i rifacimenti stradali si siano stabilite priorità che non hanno tenuto conto dello stato delle strade, dove alcune tra quelle rifatte erano decisamente in ottimo stato rispetto ad altre non prese in considerazione, e che più in generale non si sia impresso un cambio di passo necessario sulla vivibilità quotidiana?
I cantieri provocano disagio ma sono imprescindibili per le opere di sistemazione e rifacimento. Il nostro territorio ha una spiccata fragilità del sottosuolo che provoca frequentemente dei dissesti e che per mettere in sicurezza tali problematiche servono anche campagne d’indagine per verificare che il sottosuolo sia integro e non ci siano presunzioni di voragini. Per i lavori programmati i fondi PNRR sono stati usati per la creazione di due nuove biblioteche in quartieri completamente sprovvisti, le tramvie e altre importanti opere che necessitano di tempo e logistica ben definite. Per i fondi giubileo, che hanno riguardato il rifacimento di strade, marciapiedi e sagrati, sono stati individuate delle criticità sulla base delle segnalazioni del consiglio municipale, le segnalazioni pervenute agli organi istituzionali, direzione tecnica e polizia locale che sono state sottoposte all’ufficio Giubileo che ha scelto quelle che erano più rispondenti ai criteri richiesti dall’ente giubileo (strade di collegamento a punti d’interesse, strade d’interquartiere, ecc.). Sulla base dello stesso principio sono stati individuati i due sagrati da sistemare interloquendo anche con il Vicariato.
La sensazione che si è intervenuti su strade migliori rispetto ad altre è meramente individuale considerando appunto che la valutazione finale spetta all’ente erogatore del finanziamento, sulla base della ricognizione effettuata su circa 970 strade municipali.
Come nelle precedenti interviste, per chiudere chiedo anche a Lei qual è la cosa migliore che si attribuisce in questa consiliatura di sua competenza e quale invece reputa un problema irrisolto o che la lascia insoddisfatto?
Se dovessi indicare una cosa di cui vado particolarmente orgoglioso, direi il lavoro fatto per migliorare la qualità della vita quotidiana nel Municipio. In questi anni abbiamo investito sui lavori pubblici, sulle scuole, sul verde, sulla cultura e sui servizi sociali, cercando di dare risposte concrete e di essere presenti nei quartieri.
Penso che il risultato più importante sia proprio aver rimesso al centro la cura del territorio: dagli interventi sulle strade e sugli spazi pubblici alla manutenzione del verde, dagli interventi nelle scuole alla crescita dell’offerta culturale. È un lavoro che naturalmente non è mai di una sola persona, ma di una squadra e di una struttura amministrativa che ogni giorno cerca di dare risposte ai cittadini.
Quanto a ciò che mi lascia insoddisfatto, più che parlare di un singolo problema direi la distanza che ancora esiste tra quello che vorremmo realizzare e i tempi necessari per riuscire a farlo. Amministrare significa anche confrontarsi quotidianamente con procedure, risorse, competenze diverse e con la complessità di un territorio molto grande. Quello che mi dispiace è sapere che, mentre noi lavoriamo per portare avanti un intervento, ci sono cittadini che giustamente si aspettano di vederlo realizzato prima. È una sollecitazione che prendiamo sul serio e che ci spinge a cercare di essere sempre più efficaci. Quindi non parlerei tanto di un problema irrisolto, quanto di un lavoro che non può considerarsi mai concluso. Abbiamo fatto molta strada, ma sappiamo che ce n’è ancora da fare. E l’importante è continuare a farla sulla strada giusta.
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