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Un avvocato per l’Avvocatura dello Stato – Croci di bronzo e facce di bronzo

Fatti e misfatti di ottobre 2013

Un avvocato per l’Avvocatura dello Stato

“L’Avvocatura dello Stato – è stato fatto conoscere – ha chiesto, quale risarcimento per la strage del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna, oltre un miliardo ai condannati Valerio Fioravanti e Francesca Mambro”.

Ma Valerio Fioravanti e Francesca Mambro non sono stati condannati dalla Cassazione, in via definitiva, il 23 novembre 1995? Sì. L’Avvocatura dello Stato, però, sembra essersene accorta soltanto oggi oppure, per fare i conti, le sono stati necessari ben diciotto anni. Ma c’è, in questo assurdo, anche un guaio: il guaio che si è chiesto di far valere questo diritto al risarcimento dopo otto anni la sua prescrizione. Per cui d’accordo che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro non sarebbero stati mai in grado di risarcire più di un miliardo, ma si è vergognosamente svilito anche il valore morale che quella richiesta avrebbe avuto. L’Avvocatura dello Stato farebbe bene a cercarsi un avvocato il quale la difenda, perlomeno, dalla obbrobriosa brutta figura.

Croci di bronzo e facce di bronzo

“Parte oggi – si è letto in un comunicato-stampa – il “Progetto accoglienza” 2013 nei cimiteri romani”.

Una bella accoglienza – non c’è che dire – per quanti, anche oggi, si sono recati nei cimiteri romani: erbacce alte lungo i vialetti, siepi incolte, spazzatura ovunque, tombe derubate delle lampade votive, dei bassorilievi, delle croci e dei nomi dei defunti in bronzo o in alluminio pieno, perfino delle lapidi di marmo. D’accordo che i morti non votano alle elezioni, ma il sindaco Marino non farebbe male a programmare un urgente sopralluogo in questi disastrati cimiteri romani. In incognito, però, e senza alcun preavviso. Magari sulla sua fedele bicicletta. Attento a non cadere dove l’asfalto è sconnesso.


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2 commenti su “Un avvocato per l’Avvocatura dello Stato – Croci di bronzo e facce di bronzo

  1. L’art. 2947 c.c. stabilisce che se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile
    Pertanto, siccome il reato di strage è imprescrittibile, non si prescrive neppure l’azione civile promossa dall’Avvocatura dello Stato.
    Cordiali saluti
    ef

  2. Emanuele ha ragione quando rileva che il terzo comma dell’articolo 2947 del Codice civile stabilisce che, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile. E lui ne deduce dunque che, siccome il reato di strage è imprescrittibile, non si prescrive neppure l’azione civile promossa dal Consiglio di Stato.
    Sempre il terzo comma dell’articolo 2947 del Codice civile, però, recita anche che, se sia intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive come indicato nei due commi precedenti. E cioè, nel caso specifico, essendo intervenuta una sentenza irrevocabile nei confronti di Valerio Fioravanti e di Francesca Mambro, la prescrizione doveva scattare cinque anni dopo il giorno del fatto verificatosi.
    Sembra proprio, perciò, che l’Avvocatura dello Stato si sia mossa effettivamente “fuori tempo massimo”.
    Mario Relandini

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