Basta con la retorica e i rametti di mimosa – La Borsa e le borse di Francesco Caio – “Sub lege carcer” – Noi, miserabili

Fatti e misfatti di marzo 2015
Mario Relandini - 7 Marzo 2015

Basta con la retorica e i rametti di mimosa

“Senza le donne – ha anticipato la “Giornata internazionale della donna”, in un Quirinale giallo di mimose, il Capo dello Stato – l’Italia sarebbe più povera e più ingiusta… Voi donne siete il volto prevalente della solidarietà, il volto della coesione sociale… Dovremmo ricordarlo costantemente e non dovremmo smettere mai di ringraziarvi”.

Un riconoscimento più che giusto, ma che – senza mancare di rispetto al Capo dello Stato – sa tanto di vecchia retorica. Perché è vero che che l’Italia sarebbe sempre stata e sarebbe tuttora più povera e più ingiusta senza le donne, ma – una volta tramontata la loro annuale “Giornata”, le donne continuano ad essere più povere e più ingiustamente considerate proprio dall’Italia. Dallo Stato che continua a non garantire loro certi diritti e i servizi più essenziali, dai datori di lavoro i quali continuano a retribuirle, grazie alla complicità del Parlamento e dei sindacati, con salari e con stipendi inferiori, a parità di ruoli, ai salari e agli stipendi maschili. Giusto, anche, il monito di doverlo ricordare costantemente. Meglio sarebbe, però, con i fatti concreti. E giusto, ancora, l’invito a non smettere mai di ringraziare queste nostre donne. Ma queste nostre donne – si lascino stare i sorrisi di beatitudine di Laura Boldrini e di Rosy Bindi alle parole del Capo dello Stato – dovranno davvero essere ancora e sempre ringraziate, per il ruolo determinante che continuano a svolgere, con un ipocrita 8 marzo, piogge di retorica qua e là, una rosa e un rametto di mimosa? Con un domani, poi, come sempre. Domani un altro giorno. Il solito altro giorno vergognoso. Vergognoso non certo per loro.

La Borsa e le borse di Francesco Caio

“Lavoriamo – ha confermato l’amministratore delegato di “Poste italiane”, Francesco Caio – per raggiungere l’obiettivo di andare in Borsa entro quest’anno”.

La Corte dei conti, però, ha ritenuto cosa buona e giusta avvertire l’amministratore delegato Francesco Caio “che la prevista quotazione in Borsa di “Poste italiane” deve presupporre un rafforzamento dell’azienda e rendere necessario, per questo, un operare al rilancio dell’area dei servizi istituzionali… corrispondenza e pacchi”. Infischiatosi tranquillamente dei disservizi postali patiti e denunciati da tempo dai cittadini, Francesco Caio darà ascolto, ora, all’avvertimento della Corte dei conti? Oppure continuerà a fare orecchie da mercante? Mercante con la Borsa nei suoi sogni anziché con le borse dei postini con la corrispondenza e con i pacchi?

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

“Sub lege carcer”

Dar Ciriola

“Finti incidenti stradali – protagonisti Luca Gazzilli e Salvatore Pizzuto – per lucrare sull’assicurazione, passare centinaia di giorni in finta malattia, ottenere un indennizzo di servizio extra”.

Con un danno, per il Ministero dell’Interno, di 110 mila euro. Sì perché Luca Gazzilli ha truffato lo Stato nel suo ruolo di vicequestore aggiunto e coordinatore del Commissariato “Garibaldi-Venezia” mentre Salvatore Pizzuto lo ha truffato nel suo ruolo di ispettore capo. Dimenticandosi, magari, che il motto della Polizia di Stato è “Sub lege libertas”. E dovendosi ora abituare, dopo la sentenza del Tribunale penale di Milano, al motto di chi delinque: “Sub lege carcer”. Ammesso sempre che, grazie a qualche “moto di buonismo” di qualcuno, non riescano ad evitarlo e a cavarsela con una semplice ammenda. E buonanotte al secchio alla sempre meno patria del diritto.

Noi, miserabili

“Chi cercasse l’Italia – ne “I miserabili” la troverebbe nell’undicesimo capitolo”.

Ma – attenzione – non nel capolavoro del celebre romanziere francese Victor Hugo. Ma nella classifica mondiale (dal titolo, appunto, “I miserabili”) di quella “Bloomberg” che è una sorta di Bibbia per gli investitori mondiali e dove il combinato disposto tra crescita del Prodotto interno lordo di un Paese viene comparato sia all’inflazione reale o percepita sia al potere d’acquisto effettivo. A quanti continuano a sostenere, allora, che la situazione economica dell’Italia è di “non preoccupazione”, in particolare il “premier” Renzi e il Ministro Padoan, un umile, sommesso, amichevole consiglio: vadano a leggersi la Bibbia. Ma non quella sacra della religione ebraica e cristiana: quella dissacrante degli esperti di “Bloomberg”.


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