

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Battaglia a stupire
“Berlusconi ha telefonato a Renzi, per congratularsi della sua nomina a segretario del Pd, all’una di notte” – sono le notizie – e “Renzi ha convocato la sua prima segreteria del partito alle sette del mattino”.
E’ già cominciata la battaglia, tra Berlusconi e Renzi, per chi riesca, nel piccolo e nel grande, a stupire di più?
Il “vaffa” di Vincenzo De Luca
“Dopo che l’Antitrust ha sentenziato che devi scegliere tra il ruolo di sindaco di Salerno e quello di viceministro alle Infrastrutture – ha detto, a Vincenzo De Luca, la “responsabile legalità” appena nominata dal neosegretario Matteo Renzi, Pina Picierno – tu, caro Vincenzo, devi proprio scegliere. Matteo è su questa linea: chiamalo”.
Vincenzo De Luca, però, si è limitato a una laconica quanto arrogante risposta: “Non ci sono Padreterni che possano dirmi che cosa devo fare”. E così, per il neosegretario pd, sta già per scoppiare una prima grana: colui il quale lo ha fatto stravincere alle “primarie” nel suo feudo di Salerno non lo ritiene però un Padreterno in grado di dettargli anche un solo comandamento. Quello, in particolare, di onorare il padre e la madre. L’Autority, cioè, e la sua sentenza.
Il “Mandela chi?” del sindaco Marino
“Quando al termine della Messa in commemorazione di Nelson Mandela nella chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma, dopo che si sono allontanati i numerosi rappresentanti di tutte le Istituzioni, tutti i rappresentanti delle varie delegazioni diplomatiche e una grande folla di romani e di turisti, è stato ritirato il libro dove lasciare un ricordo o un pensiero scritto, ma non è stato trovato – in alcuna pagina – qualcosa a firma del sindaco di Roma, Ignazio Marino”.
Il sindaco Ignazio Marino si è distrattamente dimenticato di scrivere anche qualcosa di suo? Non è stato così. E’ stato peggio. Perché il sindaco Ignazio Marino non è mai arrivato, nemmeno sulla sua fedele bicicletta, a Santa Maria in Trastevere per l’omaggio a Mandela. E non ci è arrivato, dal Campidoglio, neanche qualcuno in sua rappresentanza. Neanche un usciere.
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