Berlusconi e le multe – Giustizia in confusione – Nuovo scandalo Poste italiane

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Mario Relandini - 21 Dicembre 2013

Berlusconi e le multe

“Mi dispiace – ha confidato, ai microfoni de “La zanzara” su “Radio 24″, lo scrittore Antonio Pennacchi – che Berlusconi non l’abbiano ancora messo dentro. Quando uno sbaglia a parcheggiare, paga la multa”.

L’augurio è che lo scrittore Antonio Pennacchi non si lasci andare, in un suo prossimo romanzo, a paragoni così poco seri e, oltretutto, da analfabeta della realtà. Perché, mentre è incontestabile che lui e tanti altri possano dispiacersi del fatto che Berlusconi non stia ancora “dentro”, è però del tutto contestabile l’affermazione che chi sbaglia a parcheggiare, lui compreso, paghi sempre la multa. Se così d’altra parte fosse, visti i parcheggi irregolari ogni giorno in ogni strada e piazza d’Italia, i Comuni avrebbero le loro casse in clamoroso attivo. Ma, forse, lo scrittore Antonio Pennacchi – perdoni la benevola ipotesi – non regge lo “Strega”. Non tanto il prestigioso premio da lui vinto nel 2010 quanto il liquore che quel premio continua tradizionalmente a finanziare.

Giustizia in confusione

“La Procura generale – qualche giorno fa – aveva dato parere favorevole a che Antonio Cuffaro, in carcere per favoreggiamento aggravato di “Cosa nostra”, andasse a svolgere attività lavorativa nei servizi sociali”.

Antonio Cuffaro è andato? No. Per il fatto che il Tribunale di sorveglianza ha invece dato il suo parare negativo in quanto “Totò” non avrebbe mai mostrato di voler collaborare con la Giustizia. Corretta, dunque, la decisione del Tribunale di sorveglianza. Resta, tuttavia, una domanda molto inquietante: ma la Procura generale che fa? Dà i suoi pareri favorevoli senza prima documentarsi e raccordarsi? Un’altra “grana” non da poco, dunque, per il Ministro Cancellieri. La quale, ora, farebbe bene, evidentemente, a dire che cosa pensa anche di questo fatto. Ma, soprattutto, come intende agire per evitare che sempre più Giustizia entri in confusione. Anche se “Cosa nostra” potrebbe innervosirsi.

Nuovo scandalo Poste italiane

“Un pacco contenente tre libri spedito, da Milano, il 18 novembre – si è meravigliato il destinatario – mi è stato recapitato, a Roma, il 17 dicembre”.

Ma meraviglia perché? Da Milano a Roma ci sono 578 chilometri di strada e un “camminatore” delle Poste, atleticamente marciando ad un ritmo più che sindacale di circa 20 chilometri al giorno, non può che impiegare, appunto, se non 29 giorni. Dice: ma, perché, le Poste utilizzano ancora i “camminatori”? Evidentemente sì, altrimenti in furgone, da Milano a Roma, un pacco impiegherebbe, compresa la consegna, al massimo due giorni. Ora, però, dovrebbe cambiare tutto perché le Poste, mettendo di loro 75 milioni in “Alitalia”, potrebbero avvalersi di un trasporto-pacchi in aereo. Un volo di un’ora e un quarto circa, da Milano, ed ecco il pacco a Roma Fiumicino. Dove, però, dovrebbe trovare un furgone e non un “camminatore”. Anche se, essendoci 30 chilometri tra l’areoporto di Fiumicino e Roma e marciando al solito ritmo di 20 chilometri al giorno, l’atletico “camminatore” impiegherebbe un gioreno e mezzo. Consegna, però, esclusa. Ma, indubbiamente, molto molto meglio. Un enorme passo avanti. L’amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, meriterebbe un sostanzioso premio di produttività.

 


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