Blatter e le banconote false – Il Rosario sempre peggio – I neuroni di Ignazio

Fatti e misfatti di luglio 2015
Mario Relandini - 20 Luglio 2015

Blatter e le banconote false

“Contro il presidente della Fifa (la Federazione internazionale del calcio), Joseph Blatter, è stata lanciata dal comico inglese Simon Brodkin – durante una conferenza a Zurigo – una manciata di banconote”.

E Blatter? Ne ha raccolta una e si è allontanato. Constatato che si trattava di banconote false, ha dato ordine di ripulire la sala ed è tornato alla sua sedia sul palco.

Il Rosario sempre peggio

“Il pd renziano Fabrizio Ferrandelli – dimessosi dall’Assemblea regionale siciliana in polemica con il Governatore Rosario Crocetta – ha invitato i colleghi del “Movimento 5 stelle”, dell’Udc, del “Nuovo Centro Destra” a seguire il suo esempio. Finora, però, non ha ricevuto riscontri e l’Amministrazione del Rosario sta continuando ad andare avanti”.

Ma c’è un’aggravante. Finché l’ Amministrazione Crocetta dovesse continuare a procedere nonostante tutto, il posto del dimissionario Fabrizio Ferrandelli verrebbe occupato da quell’avvocato Francesco Riggio coinvolto nello scandalo della formazione siciliana, a suo tempo arrestato e attualmente sotto processo per associazione a delinquere e corruzione. Il Rosario lo sa, naturalmente, ma non gliene fotte niente. Alla faccia della sua autosbandierata onestà, correttezza, trasparenza, pulizia, buona amministrazione, eccetera eccetera.

Ignazio Marino

Ignazio Marino

I neuroni di Ignazio

“Il sindaco Ignazio Marino – partecipando alla commemorazione delle vittime del bombardamento del 19 luglio 1943 a Roma – è stato contestato così, in particolare, da una donna: “Il parco dedicato a queste vittime, come del resto tutta la città, fa schifo per la sporcizia. Ed è una buffonata che sia stato pulito soltanto oggi in occasione della sua venuta”.

Il sindaco Ignazio Marino si è scusato e, come avrebbe fatto un buon amministratore, si è impegnato ad operare affinché tutta Roma ritorni, anche, agli splendori della pulizia? Macché. Ha replicato, alla donna, con aria irata: “Ma se ne vada. E connetta i due neuroni che ha e li faccia funzionare”. Una replica, oltre che incredibilmente offensiva, da neurochirugo qual è. Ma, allora, perché Ignazio Marino non torna a fare il neurochirurgo, sforzandosi comunque di essere educato, e non lascia quel Campidoglio dove non ha ancora capito di che cosa ci si debba occupare e lui che cosa ci stia a fare? A meno che non voglia restarci fino a quando abbia finito di scrivere il “De imperitia et arrogantia”. Anche se in genovese-americano. Per farlo poi tradurre, in latino classico, da Cicerone. Cicerone, il gatto più colto dei Fori.


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