Brunetta e Nardella i carbonari – Cuffaro e le vittime – “Sorry”

Fatti e misfatti di dicembre 2013
Mario Relandini - 18 Dicembre 2013

Brunetta e Nardella i carbonari

“Per cercare utili convergenze sull’approvazione di una nuova legge elettorale – è stata fatta “tana” – il berlusconiano Renato Brunetta e il renziano Dario Nardella si sono segretamente incontrati in un bar appartato di Roma”.

Ma perché avevano urgente voglia di un caffé oppure perché, per cercare un accordo su un argomento di grande rilievo, la situazione è tale che è meglio sfuggire a certi occhi e rifugiarsi in luoghi sicuri come i carbonari di Giuseppe Mazzini?

Cuffaro e le vittime

“Salvatore Totò Cuffaro, condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato della mafia e in carcere da circa due anni – è ormai certo – lascerà la cella per andare a finire di scontare i cinque anni di pena lavorando per l’ “Associazione nazionale vittime civili di guerra””.

Sarebbe stato forse più consono, ove proprio fosse giusto tirarlo fuori dal carcere, mandarlo almeno a lavorare per l’ “Associazione nazionale familiari vittime della mafia”. Oggi, oltretutto, più numerose ormai delle altre.

“Sorry”

“Ah, era un pluriomicida? – si è giustificato il direttore del carcere genovese di “Marassi”, Salvatore Mazzeo, quando Bartolomeo Gagliano, avuto un permesso-premio, non è più tornato e ha fatto perdere le sue tracce – Noi sapevamo che fosse solo un rapinatore”.

Il direttore di un carcere, cioè, non sa esattamente per quale condanna arrivino da lui i giudicati? E chi dovrebbe saperlo? Ecco un altro episodio che viene a testimoniare, in modo inquietante, in quali condizioni si ritrovi ormai l’Italia. E comunque, se il pericoloso pluriomicida ora divenuto latitante dovesse – Dio non voglia – ricominciare ad uccidere, finirebbe tutto con un “sorry”, tante scuse, se solo avessimo potuto saperlo? I signori Ministri Cancellieri ed Alfano farebbero bene a pensare di meno ai giochi di palazzo e di più alle deleghe ricevute e da onorare al meglio. “Sorry”, tante scuse, se solo gli va ricordato.


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