Buone notizie laiche: cala l’8×1000 alla Chiesa e sale quello allo Stato

«Nonostante le martellanti e costosissime campagne pubblicitarie in onda su tutte le tv, la Chiesa cattolica continua a perdere colpi in materia di 8×1000. I dati resi noti dal ministero dell’Economia mostrano che nel 2019 è stato il 31,8% dei contribuenti ad apporre la propria firma nella casella della Chiesa: un punto percentuale in meno rispetto all’anno precedente. Un calo costante dal 2014, quando era il 37,04% a scegliere come destinazione la Chiesa cattolica».

Il segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), Roberto Grendene, non nasconde la propria soddisfazione rispetto ai dati diffusi in questi giorni dal Mef: «Si tratta di numeri che certificano non solo un allontanamento degli italiani dalla religione – come confermato dall’Istat che ha reso noto che durante il lockdown solo il 42% degli italiani ha pregato almeno una volta a settimana – ma anche una maggiore propensione alla laicità sul tema della spesa pubblica. Un risultato che ci spinge a continuare con ancora più convinzione nella campagna “Occhiopermille”, che da anni ci vede impegnati in prima linea affinché i contribuenti facciano una scelta informata in materia».

Sulla stessa lunghezza d’onda il responsabile della campagna, Manuel Bianco: «Cresce ancora lo Stato, anche se colpevolmente non fa nessuna forma di pubblicità a suo favore», sottolinea. «E crescono anche i contribuenti che non appongono nessuna firma (quasi il 60% del totale), molti pensando che in questo modo i soldi rimangano allo Stato. Sbagliato! Con il 31,80% delle scelte la Chiesa cattolica metterà le mani sul 77,18% della torta! Proprio per far comprendere i tanti aspetti perversi dell’8×1000, la campagna “Occhiopermille” si è recentemente arricchita di nuove infografiche (“8 fatti per l’8×1000”) e di un quiz per il contribuente che non vuole farsi ingannare. Tutti materiali disponibili sul sito occhiopermille.it. Nonostante la soddisfazione di questi giorni – conclude Bianco – l’Uaar continuerà a lavorare affinché il sistema dell’8×1000 venga abolito o quantomeno sostituito con un sistema di tassazione diretta, ossia con una tassazione aggiuntiva solo per i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la propria religione. Come avviene per esempio in Germania, Svizzera, Austria e nei paesi scandinavi».

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento