Caciocavallo, soppressata, “Greco di Tufo” e ritorno Dc – Il Vincenzo degli scandali – Licenziamenti per tumore

Fatti e misfatti di novembre 2013
Mario Relandini - 22 Novembre 2013

Caciocavallo, soppressata, “Greco di Tufo” e ritorno Dc

“L’anziano “leader” ex dc Ciriaco De Mita – è trapelato – ha invitato a cena, qualche sera fa, personaggi di un certo tipo quali Pierferdinando Casini, Marco Follini e Corrado Passera”.

Per ritrovarsi insieme, da vecchi amici, intorno ad un tavolo di cavatelli al tartufo nero di Bagnoli Irpino, di soppressata e salame di Mugnano, di pecorino a caciocavallo con pane tipico di Montecalvo, di castagne di Montella e pregiare bottiglie di “Aglianico” e di Greco di Tufo”? Anche. Ma, soprattutto, per fare un punto, certamente anche questa volta sul “mangereccio” più che sull’ideale e sul filosofico, circa la situazione venutasi a creare, intorno al tavolo dell’italica politica, dopo le scissioni avvenute all’interno del Pdl e di “Scelta civica” e circa la situazione che potrebbe venirsi a creare se, all’interno del Pd, gli ex dc lì rifugiatisi, dopo la scomparsa del loro partito, dovessero essere licenziati dalla nuova segreteria o dare loro i quindici giorni ad una segreteria non più “accettabile”. Per cominciare a pensare, dunque, che cosa fare di tutte queste porzioni di centro frammentate e in via di eventuale frammentazione. O, meglio, come aggregarle in un nuovo movimento o partito. Al quale, per carità, non verrebbe dato il nome Dc, ma il quale della vecchia Dc acquisirebbe il dna. Conservato fino ad oggi sotto spirito, magari, proprio dall’anziano, ma sempre vispo, ex “leader” Ciriaco De Mita.

Il Vincenzo degli scandali

“Il viceministro alle Infrastrutture, Vincenzo De Luca – è giunta notizia – ha ricevuto un avviso di garanzia, quale sindaco di Salerno, per avere concesso la licenza di costruzione, sul lungomare cittadino, di una struttura immobiliare lunga trecento metri e alta trenta, per una volumetria di 90 mila metri cubi, da destinarsi ad abitazioni, uffici, locali commerciali e box auto”.

Ma quale sindaco di Salerno qualche anno fa? Sì. Solo che Vincenzo De Luca, pur essendo stato chiamato dal “premier” Enrico Letta quale viceministro alle Infrastrutture, non si è mai voluto dimettere, come avrebbe dovuto, da quella carica di sindaco che, infatti, tuttora ricopre. Doppio scandalo, perciò, per l’ultrarrogante, ed evidentemente ultrapotente, Vincenzo De Luca. Dapprima per avere mantenuto, benché nominato viceministro, la carica di primo cittadino di Salerno. Poi per essere stato indagato per primo, oltre ad altri sette componenti della Giunta di allora, avendo concesso una licenza ritenuta, dai magistrati, assolutamente da non concedere. Ma, su tutto questo, perché Matteo Renzi, Niki Vendola o Beppe Grillo, ad esempio, non hanno alcunché da dire e da condannare?

Licenziamenti per tumore

“A Oliviero Brancato, 53 anni, dipendente di una ditta produttrice di impianti elettrici a Mestre, un brutto giorno, era stato diagnosticato un tumore che lo aveva costretto a sottoporsi a chemioterapia, ma – ecco il fatto che dovrebbe indurre qualcuno a riflettere – una volta esauriti i giorni di malattia previsti dal contratto, era stato licenziato senza neppure la possibilità di un periodo di aspettativa”.

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Oliviero Brancato, 53 anni, licenziato perché costretto a curarsi un tumore, oggi è morto. Sarebbe il colmo se ora, alla sua famiglia, venisse assegnata una pensione di reversibilità decurtata di quel periodo di chemioterapia. Ma, molto probabilmente, sarà proprio così. Perché le norme di questo incredibile Paese, mentre assicurano compensi astronomici agli alti dirigenti degli istituti di previdenza, se ne infischiano di casi drammatici come quelli del povero Oliviero Brancato.


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