A Casal Lumbroso la manifestazione contro i rom

La mattinata di venerdì 28 novembre è iniziata, ormai quasi come di consuetudine, con una manifestazione. Questa volta il palcoscenico è stato via Cesare Lumbroso, lungo la quale troviamo due scuole, gli istituti Tacito e Domizia Lucilla ed un campo rom. La protesta è partita dagli studenti per contestare la presenza dei nomadi, in virtù di antefatti avvenuti qualche giorno prima. Alcuni ragazzi del campo infatti, avrebbero tirato dei sassi agli studenti delle scuole superiori. Il motivo scatenante di tale gesto non è ancora emerso dalle varie dichiarazioni. Forse un battibecco, uno scambio di battute reciproche poco gentili e tolleranti, forse un contrasto inizialmente verbale tipico dei ragazzi che in gruppo fanno un po’ i bulli.

casal lumbrosoIl gesto dei ragazzi rom tuttavia ha mobilitato, non solo gli studenti ma anche organizzazioni che su queste questioni ci hanno fondato la propria filosofia di vita come il Blocco Studentesco, parte attiva di Casa Pound. È lo stesso Fabio Di Martino, responsabile nazionale del Blocco, a confermare che “non si può parlare di un’aggressione violenta da parte della comunità, si è trattato più propriamente del lancio di sassi da parte di ragazzini rom contro altri ragazzi italiani davanti alla scuola, essendo il campo e l’istituto, uno di fronte all’altro”. Posizione confermata dalla preside del liceo Tacito che è rimasta stupita dal clamore mediatico e dalla strumentalizzazione che è stata fatta degli eventi.

Nonostante tali affermazioni, che smentiscono una pericolosa violenza del gruppo di nomadi, un corteo di circa 500 persone, armato di striscioni contro “le violenze dei rom” (in generale) e di fumogeni, ha percorso via Lombroso. Secondo Blocco Studentesco si sarebbe creata una “situazione invivibile perchè questi episodi accadrebbero molto spesso”. “Per questo oggi – ha aggiunto Di Martino – abbiamo voluto dimostrare che ci sono ragazzi italiani che non sono disposti a subire in silenzio questo tipo di prepotenze”. Tutto ciò avrebbe impedito ai bambine e alle bambine del campo rom e ai loro operatori di andare a scuola in quella mattinata.

Andando un pò più a fondo però la protesta non sembrerebbe così ancorata a questo episodio. Secondo Di Martino infatti “la manifestazione sarebbe, in realtà, indirizzata all’amministrazione Marino”.

Le istituzioni, tuttavia, si sono indignate davanti alla protesta dei manifestanti e militanti di Casa Pound. Il Campidoglio parla di “violazione del diritto allo studio, diritto inviolabile soprattutto per un bambino”. Sull’episodio è intervenuta Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale: “condanno fermamente il gesto meschino di uno sparuto gruppo riconducibile all’estrema destra che questa mattina ha impedito ai bambini e alle bambine del campo rom di via Cesare Lombroso e ai loro operatori di andare a scuola. Si tratta di una violazione grave di un diritto sancito dalla Costituzione che, come tale, va rispettato e garantito. Ma anche di un gesto vile nei confronti di minori fragili che dovrebbero essere protetti e tutelati e non trattati con violenza e aggressività”.

Un’interpretazione dei fatti che è stata agilmente smentita non solo da Fabio Di Martino: “davanti all’entrata del campo c’erano i vigili, non noi”, ma anche dagli stessi vigili urbani che confermano comunque la pericolosità delle circostanze di mobilitazione per cui non sarebbe stato sicuro lasciar passare dei bambini.

“Il lavoro quotidiano sul territorio di molte associazioni -conclude la Cattoi nella nota- per la scolarizzazione dei rom e per l’inclusione scolastica non può essere messo a repentaglio da chi mette in atto comportamenti di matrice razzista e xenofoba. Roma non tollera episodi di tale gravità”.

È evidente che siamo davanti ad un duello tra amministrazione e cittadini. Una sfida costante lungo le strade della nostra città e nelle pagine dei giornali, che sferra colpi a suon di dichiarazioni miopi e legate da preconcetti da una parte e altrettanti pregiudizi esposti con slogan che non lasciano molti margini di dubbio, dall’altra. Un duello in cui tutti sono attenti a rispondere prontamente alle provocazioni, perdendo di vista le ricadute sul quotidiano della società, romana o solo rom: dai sentimenti di violenza a quelli di emarginazione, dal riscaldamento nelle scuole al disagio dei campi nomadi. Tutti drammatici aspetti di una vita quotidiana che conduce inevitabilmente alla brutalità.


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