Il Centro Carni nel fondo immobiliare AMA

Gli Odg di PD e SEL vincolano Comune e AMA a mantenere lo stabilimento del Centro Carni, a bloccare speculazioni edilizie e ad attivare una progettazione partecipata per l’utilizzo degli altri spazi
di Sergio Scalia - 5 luglio 2014

centrocarni02Venerdì 4 luglio l’Assemblea capitolina ha approvato, con 24 voti favorevoli, 10 contrari ed un astenuto, la delibera con cui Risorse per Roma conferisce ad Ama la propria quota (pari al 49%) del “Centro Carnì “. Inoltre la delibera prevede di costituire due fondi immobiliari di proprietà 100% AMA,  formati da 57 immobili per un valore totale di 269 milioni di Euro. Con un bando pubblico effettuato lo scorso anno da AMA erano state individuate due società incaricate di valorizzare gli immobili conferiti per poter restituire i fondi prestati ad AMA dalle banche.

Nei precedenti contratti firmati da AMA nel 2010-2011 con le banche, AMA si impegnava a restituire entro febbraio 2014 almeno 300 milioni di Euro a fronte delle garanzie immobiliari con cui aveva ricevuto i prestiti. Tale scadenza è stata spostata prima al 30 aprile e poi al 30 giugno dopo un intervento della Giunta Marino e con l’impegno a costituire una società del patrimonio AMA che avrebbe cercato di valorizzare al meglio le risorse disponibili, senza svendite o acquisizioni per morosità da parte delle banche. Purtroppo la Delibera per la costituzione del fondo immobiliare non è stata approvata entro il 30 giugno per le note vicende che hanno visto l’aula capitolina occupata dai lavoratori Multiservizi in difesa del posto di lavoro e per l’ostruzionismo dell’opposizione. Per questo ritardo le banche hanno interrotto dal 2 luglio ogni apertura di credito con l’AMA, rischiando di produrre il blocco degli stipendi del mese di luglio, pericolo sventato grazie all’approvazione in extremis della delibera il 4 luglio.

La contraddizione più eclatante per chi ha assistito al lungo confronto in Assemblea Capitolina è stato l’atteggiamento di dura opposizione svolto dal centrodestra, che ha una certa responsabilità sui debiti delle aziende (con gli oltre 1000 assunti in AMA e gli oltre 600 in Risorse per Roma, per cui esistono ancora processi pendenti per parentopoli),  sul conferimento ad AMA del Centro Carni con la delibera 81 e sul piano di assetto con 2.000 appartamenti approvato dalla Giunta Alemanno nel 2009.

Prima della delibera sono stati approvati due Ordini del giorno presentati da consiglieri del  Partito democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà, che vincolano AMA e Comune sul futuro del Centro Carni. Negli Odg si denuncia la forzatura fatta dalla Giunta Alemanno con il conferimento ad AMA dell’area del Centro Carni e si ricorda la Delibera di Iniziativa Popolare presentata da 8.000 cittadini romani, con cui si chiede essenzialmente il ritorno dell’area al Comune di Roma, il blocco di ogni speculazione edilizia sull’area e la salvaguardia dell’impianto produttivo del Centro Carni  “bene comune” per l’intera città, un processo di partecipazione per l’utilizzo sociale di una parte della parte di area non utilizzata dal Centro Carni. Viene anche respinta l’ipotesi di un trasferimento degli operatori al CAR di Guidonia, che di fatto smantellerebbe l’impianto di macellazione e lascerebbe l’area libera per ogni tipo di speculazione, ricordando come gli operatori piuttosto che fallire a Guidonia hanno avanzato ufficialmente la proposta di prelazione sugli impianti che intendono mantenere.  Negli Odg si ricorda come oggi, davanti ad un piano di rientro che costringe il Comune di Roma a reperire oltre 440 milioni di Euro per risanare il bilancio, diventi praticamente impossibile reperirne altri 116 per la riacquisizione di un’area.

Gli Odg, che hanno ricevuto i voti dell’intera maggioranza, pongono comunque ad AMA e Comune dei vincoli precisi che cercano di recepire buon parte delle richieste contenute nella Delibera di Iniziativa Popolare, sottolineando che ogni futuro utilizzo dell’area del Centro Carni dovrà comunque passare al vaglio dell’Assemblea Capitolina, che non può veder disattese le sue indicazioni.  Nell’Odg presentato dal PD si chiede al sindaco Marino e agli assessori di attivare “tutti quei meccanismi regolamentari e urbanistici che blocchino ogni possibile speculazione edilizia sull’area del Centro Carni e un processo di partecipazione con le associazioni del territorio e con il Municipio competente per la definizione di un nuovo piano di assetto dell’area che preveda nuovi spazi per attività produttive, sociali e culturali”.

Nell’Odg di Sel invece si chiede al primo cittadino di “fornire idonee garanzie sul rispetto della destinazione d’uso prevista dal Prg sull’area su cui insiste il complesso del  Centro Carnì e di concedere il diritto di prelazione all’acquisto delle aree da parte degli operatori del Centro Carni che attualmente le hanno in uso”.

Il Testo della Delibera e degli Odg  presentati è scaricabile dal riquadro “Delib Iniz. Popolare sul Centro Carni” presente nel sito www.scalia2001.it.


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